Nel 2026 si celebrano 40 anni dall'incidente di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile 1986, che ha generato la maggiore liberazione radioattiva nella storia delle operazioni civili.
Quasi 8,4 milioni di persone in Bielorussia, Russia e Ucraina sono state esposte alle radiazioni. L'incidente è stato causato da un difetto di progettazione del reattore e da personale insufficientemente addestrato, risultando nella liberazione di almeno il 5% del nucleo radioattivo. Il disastro ha portato a modifiche significative nelle misure di sicurezza nucleare e ha influenzato la caduta dell'Unione Sovietica. Il governo sovietico ha riconosciuto solo nel 1990 la necessità di assistenza internazionale, e l'ONU ha iniziato a coordinare aiuti per il recupero dell'area.
Nel 2016, l'Assemblea Generale dell'ONU ha istituito la Giornata internazionale di commemorazione del disastro. I progetti di assistenza continuano, e nel 2019 è stata completata una nuova struttura di isolamento sopra il vecchio sarcofago.
La mostra 'Chernobyl 1986-2026: Memoria e Resilienza' è stata aperta nel 2026 all'AIEA, sottolineando l'importanza delle lezioni apprese da questo incidente.
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