La Banca centrale europea afferma che le riforme della vigilanza bancaria hanno ridotto da circa tre mesi a circa sette giorni i tempi di elaborazione per alcune cartolarizzazioni standardizzate e a rischio più contenuto e hanno diminuito di circa il 55% il numero di punti dati richiesti alle banche per gli stress test. Frank Elderson, membro del Comitato esecutivo della BCE e vicepresidente del Consiglio di vigilanza, ha presentato questi risultati come esempi di una vigilanza più selettiva e più rapida, senza ridurre gli standard prudenziali.
In breve
La BCE afferma che i tempi di elaborazione per alcune cartolarizzazioni standardizzate e a rischio più contenuto sono scesi da circa tre mesi a circa sette giorni.
Il numero di punti dati richiesti per gli stress test è stato ridotto di circa il 55%, semplificando i moduli e avvicinandoli alle segnalazioni ordinarie.
Sono state analizzate oltre 100 pubblicazioni contenenti orientamenti in materia di vigilanza e circa 40 sono state eliminate o ritirate perché obsolete, sostituite o non più ritenute necessarie.
La BCE applica un approccio secondo cui le aree a minore priorità non ricevono più automaticamente la stessa intensità di vigilanza ogni anno, affinché le risorse siano concentrate sui rischi rilevanti.
Elderson respinge l'idea che la riduzione dei requisiti patrimoniali porterebbe automaticamente a un maggiore credito o a una maggiore competitività e sostiene il mantenimento degli standard prudenziali.
La riforma fa parte del programma più ampio attraverso il quale la vigilanza bancaria europea cerca di ridurre il tempo e le risorse consumati dalle procedure standardizzate. La BCE ha rivisto i processi di vigilanza dall'inizio alla fine per eliminare le sovrapposizioni, ridurre le richieste di informazioni non ritenute necessarie e utilizzare maggiormente l'automazione per i casi che soddisfano criteri prestabiliti.
Uno degli esempi più chiari è la cartolarizzazione. Per le operazioni standardizzate e considerate meno rischiose, l'elaborazione, che in precedenza durava circa tre mesi, è arrivata a una media di circa sette giorni. La BCE ha introdotto procedure accelerate anche per alcune decisioni sul capitale e, nei primi mesi dell'anno, circa l'80% delle richieste ammissibili per la riduzione dei fondi propri è stato elaborato in meno di una settimana.
I cambiamenti non eliminano la valutazione prudenziale delle operazioni. La BCE afferma che la riduzione dei tempi deriva da criteri di ammissibilità più chiari, moduli standardizzati, automazione e concentrazione delle analisi più approfondite sui casi che comportano rischi più elevati. Le procedure accelerate possono essere utilizzate solo per le operazioni che rientrano nelle condizioni stabilite dall'autorità di vigilanza.
Un'importante semplificazione riguarda anche gli stress test. La BCE e l'Autorità bancaria europea hanno lavorato a moduli più brevi e più vicini alle informazioni che le banche trasmettono già attraverso la normale segnalazione prudenziale. Il numero di punti dati richiesti per gli esercizi pertinenti è stato ridotto di circa il 55% e la BCE sta preparando anche un approccio più selettivo per la verifica della qualità delle informazioni trasmesse.
L'autorità di vigilanza sta cercando parallelamente di eliminare le segnalazioni ridondanti in altri processi. Uno dei pacchetti periodici di segnalazione è già stato ridotto di circa il 20% dei punti dati e la BCE sta collaborando con altre autorità europee per individuare le richieste sovrapposte. Per gli errori minori nelle segnalazioni è in preparazione anche un approccio basato su soglie di rilevanza, con l'obiettivo di ridurre il numero di reinvii che non apportano informazioni rilevanti per la valutazione del rischio.
Il programma comprende anche i documenti attraverso i quali la BCE spiega alle banche le proprie aspettative. La vigilanza bancaria europea ha analizzato oltre 100 linee guida e altre pubblicazioni accumulate dalla creazione del Meccanismo di vigilanza unico. Circa 40 sono eliminate, mentre altre sono semplificate, aggiornate o sottoposte a revisioni più ampie.
Il cambiamento più profondo riguarda tuttavia il modo in cui la BCE decide dove concentrare la propria attenzione. Attraverso il proprio quadro sulla tolleranza al rischio nella vigilanza, i team possono decidere che i problemi con priorità più bassa in una determinata banca non siano analizzati ogni anno con la stessa intensità. La BCE descrive questa scelta come una prioritizzazione deliberata, non come una rinuncia alla vigilanza del rischio.
La logica è che il tempo risparmiato nei casi standardizzati o a rischio più contenuto sia utilizzato per le vulnerabilità considerate più importanti. Tra queste possono rientrare il capitale e la liquidità, la governance, i modelli di business, la resilienza operativa, i rischi geopolitici e gli effetti dei rischi legati al clima e alla natura. Nei casi in cui venga individuato un problema importante, la BCE afferma che la semplificazione deve essere accompagnata da interventi più rapidi affinché la banca corregga le carenze.
Elderson ha collegato questo approccio al dibattito europeo sulla competitività del settore bancario. Secondo lui, un quadro più semplice e meno prescrittivo non implica automaticamente requisiti patrimoniali più bassi. Ha sostenuto che la riduzione degli standard prudenziali non garantisce una crescita del credito, poiché il capitale liberato potrebbe essere utilizzato anche per altri scopi, comprese le distribuzioni agli azionisti.
In questo modo la BCE separa due componenti del dibattito sulla semplificazione. La prima riguarda le procedure che l'autorità di vigilanza può modificare direttamente, dai tempi di approvazione e dalle segnalazioni fino agli orientamenti e all'organizzazione delle ispezioni. La seconda riguarda la legislazione e i requisiti prudenziali stabiliti a livello europeo, dove le modifiche dipendono dalle istituzioni che adottano le norme.
Il programma Next Level Supervision integra la riforma del processo annuale attraverso il quale la BCE valuta i rischi, il capitale e la governance delle banche. L'attuazione delle riforme prosegue nel 2026 e oltre e la BCE intende pubblicare indicatori che consentano di valutare l'effetto pratico dei cambiamenti sulle banche e sull'attività di vigilanza.
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