I pubblici ministeri di Milano hanno chiesto il rinvio a giudizio di Amazon EU Sarl e di quattro manager, inclusa la direttrice Barbara Scarafia, per evasione dell'IVA stimata in 1,2 miliardi di euro, sulle vendite online in Italia tra il 2019 e il 2021. Secondo l'atto d'accusa, l'algoritmo e il modello operativo di Amazon hanno permesso a decine di migliaia di venditori al di fuori dell'UE, in particolare dalla Cina, di vendere prodotti senza dichiarare la propria identità, evitando così il pagamento dell'IVA. Sebbene Amazon abbia concluso un accordo con l'Agenzia delle Entrate italiana, pagando 527 milioni di euro, la procura ha deciso di continuare l'indagine penale, il che è senza precedenti in Italia. Se le accuse saranno confermate, potrebbero influenzare il modello di business di Amazon in Europa. Inoltre, la Procura Europea sta indagando su possibili reati simili commessi da Amazon nel periodo 2021-2024. Il Ministero dell'Economia italiano è stato designato parte lesa in questo caso, e le indagini continuano su più fronti.
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