Il Ministero dell’Economia propone un pacchetto di misure per sostenere lo stabilimento Dacia di Mioveni, nel contesto del calo della produzione e dell’aumento dei costi. Il documento mostra che la Romania ha perso competitività rispetto a Marocco, Turchia, Spagna e Slovenia, diventando un’opzione più rischiosa per i futuri investimenti del gruppo Renault.
Nella prima metà del 2026, la produzione dei due grandi stabilimenti automobilistici della Romania, Dacia e Ford Otosan, è diminuita del 12,7%, a 247.972 automobili. Dacia ha prodotto 129.404 unità, mentre Ford Otosan 118.568. Se la tendenza continua, lo stabilimento di Mioveni potrebbe concludere l’anno con meno di 250.000 automobili prodotte.
Il declino dell’industria ha portato alla perdita di oltre 1.700 posti di lavoro e Dacia ha avviato nel 2026 due campagne di uscite volontarie. Per il rilancio, il ministero propone la riduzione dei costi dell’energia, la continuazione del programma Rabla tra il 2027 e il 2030 e il ritorno a un bilancio almeno pari a quello del 2024. Sono previste anche misure europee per proteggere i produttori, ridurre la burocrazia e rendere più flessibili le norme sulle emissioni di CO2.
Il direttore generale del Renault Group, François Provost, ha criticato l’attuale programma Rabla, sostenendo che finanzia alle stesse condizioni le automobili prodotte in Romania e le vetture importate da fuori dell’Europa. Ha chiesto al Governo un sostegno per l’industria automobilistica, soprattutto nel contesto degli elevati prezzi dell’elettricità.
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