Dacia chiede massicce riduzioni dei costi a Mioveni, dopo il calo della produzione e le pressioni sul mercato automobilistico
Lo stabilimento Dacia di Mioveni ha già registrato una diminuzione del ritmo produttivo, con 23.355 veicoli fabbricati a settembre, il 19,55% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I cali sono stati attribuiti al rallentamento della domanda sia sul mercato rumeno sia sui mercati europei, mentre l’attività è stata influenzata anche da fermi legati alle operazioni di riattrezzaggio.
Parallelamente, le autorità hanno discusso misure per sostenere lo stabilimento, in un contesto in cui la Romania avrebbe perso competitività rispetto ad altri Paesi nei quali Renault ha attività produttive. Allo stesso tempo, la dirigenza del gruppo ha richiamato l’attenzione sui costi, compresi quelli dell’energia, e ha chiesto sostegno per l’industria, anche attraverso l’adeguamento di alcuni programmi e misure volte a ridurre la pressione sui produttori.
Alla luce di questi sviluppi, Dacia ha annunciato anche interruzioni temporanee della produzione a Mioveni, a ottobre, a seguito del calo degli ordini e della necessità di adattarsi al volume di lavoro. In precedenti dichiarazioni, Mihai Bordeanu aveva avvertito che, se non si interviene rapidamente, l’industria automobilistica rumena potrebbe perdere una parte significativa dell’attività, anche a causa degli elevati costi dell’energia e del rischio di delocalizzazione degli investimenti.