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Il direttore generale del Renault Group, François Provost, critica le regole del Programma Rabla e chiede al Governo della Romania di sostenere più chiaramente la produzione automobilistica locale. Sostiene che i sussidi siano concessi nella stessa misura alle auto prodotte a Mioveni e alle automobili importate da fuori dell’Europa, sebbene queste ultime non generino nel Paese posti di lavoro o investimenti comparabili.
Provost ha avvertito che i produttori cinesi stanno esercitando pressione sui volumi dello stabilimento Dacia, in particolare nel segmento dei SUV di classe C. Ritiene tuttavia che il marchio romeno possa competere grazie al design, alla tecnologia ibrida E-Tech e alla rete europea di assistenza.
Il capo di Renault afferma che Dacia e i suoi fornitori sostengono circa 10.000 dipendenti e numerosi investimenti in Romania. In questo contesto, chiede alle autorità di tenere conto del contributo dell’industria locale quando definiscono i programmi di sostegno, soprattutto considerando che l’energia elettrica in Romania ha, secondo le sue dichiarazioni, un costo elevato.
François Provost non chiede di bloccare le importazioni cinesi e respinge il modello delle barriere commerciali applicato dagli Stati Uniti. Propone che i produttori cinesi che vogliono accedere al mercato europeo investano localmente, utilizzino fornitori europei e rispettino le stesse regole dei produttori europei.
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