La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non è ancora stata ascoltata di persona dalla Procura europea (EPPO) nell’indagine sulle trattative per l’acquisto dei vaccini anti-COVID-19, riferisce POLITICO. L’informazione proviene da una persona coinvolta nel procedimento, che ha chiesto di rimanere anonima.
Nel 2024 l’EPPO ha assunto l’indagine aperta inizialmente in Belgio, riguardante le conversazioni tra von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. I procuratori verificano possibili atti di interferenza nell’esercizio di funzioni pubbliche, distruzione di messaggi SMS, corruzione e conflitto di interessi.
La Commissione europea sostiene di aver collaborato ampiamente con l’EPPO e che la presidente dell’istituzione è tuttora disponibile a rispondere alle domande, nei limiti delle sue competenze.
In un’intervista rilasciata al termine del suo mandato, la procuratrice capo europea Laura Codruța Kövesi ha dichiarato che alcuni politici si considerano «al di sopra della legge» e rifiutano di dare seguito alle convocazioni. Non ha commentato direttamente il caso von der Leyen, ma ha avvertito che l’EPPO è colpito da sottofinanziamento, ritardi legislativi e pressioni politiche. Kövesi ha criticato anche i tentativi di intimidazione in Grecia e ha affermato che il futuro dell’istituzione dipende dal mantenimento della sua indipendenza e credibilità.
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