Il generale Gheorghiță Vlad, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha reagito sui social media, dichiarandosi innocente di fronte alle accuse formulate dai procuratori della DNA. Ha sottolineato che la decisione di incriminarlo interviene in un contesto nazionale complesso e ha considerato il momento scelto per formulare le accuse come "curioso".
Il generale ha affermato di non aver avuto alcun coinvolgimento in attività di corruzione e che collaborerà con i procuratori per chiarire la situazione. La DNA ha annunciato di aver avviato un'azione penale contro di lui, accusandolo di complicità nell'usurpazione di funzione, in relazione a una richiesta indirizzata al Ministero dell'Istruzione per l'aumento dei posti di bilancio per l'Università Nazionale di Educazione Fisica e Sport. Questa richiesta avrebbe creato un indebito vantaggio per 20 candidati, inclusa la figlia di un collega del generale. Vlad ha sottolineato l'impatto negativo delle accuse sull'immagine dell'Esercito Rumeno e sulla fiducia pubblica nell'istituzione.
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