La Commissione elettorale russa ha annunciato che le infrastrutture coinvolte nelle elezioni parlamentari sono state prese di mira da oltre 1.000 attacchi informatici, durante il voto svoltosi anche attraverso il voto elettronico in circa 30 regioni.
La presidente della Commissione elettorale, Ella Pamfilova, ha dichiarato che gli attacchi erano di tipo DDoS e miravano a sovraccaricare i sistemi attraverso l’invio di un numero molto elevato di richieste. Secondo la funzionaria, gli attacchi sono stati lanciati da gruppi «estremamente professionali e ben coordinati», che avrebbero utilizzato strumenti di intelligenza artificiale.
Pamfilova ha sostenuto che gli attacchi provenivano in gran parte dall’estero. Ha inoltre menzionato tentativi mirati contro l’infrastruttura di telecomunicazioni della Russia, affermando che presentavano «tutti i segnali di un’interferenza ucraina». La dichiarazione non è stata accompagnata, nelle informazioni disponibili, da ulteriori prove pubbliche.
Le autorità elettorali russe avevano riferito già sabato, il secondo giorno del voto, che il sistema di voto elettronico era stato bersaglio di un «attacco informatico molto potente», che sarebbe proseguito per tutta la giornata. La Commissione elettorale non ha precisato se gli attacchi abbiano influito sullo svolgimento del voto o sul conteggio dei risultati.
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