Il presidente Nicușor Dan ha dichiarato, in un’intervista rilasciata a Euronews, che le accuse formulate da Recorder contro il capo del Servizio di Protezione e Guardia, Lucian Pahonțu, non sono state dimostrate. L’inchiesta sosteneva che il generale avrebbe fatto parte delle forze coinvolte nella repressione dei manifestanti durante la Rivoluzione del dicembre 1989 e la Mineriada del giugno 1990.
Il capo dello Stato ha definito l’articolo «tendenzioso» e «poco serio», sostenendo che un’accusa così grave deve essere dimostrata con i fatti. Nicușor Dan ha precisato di non avere obblighi nei confronti di Pahonțu e di cercare di mantenere un atteggiamento equilibrato nei rapporti con i vertici delle istituzioni statali.
Recorder aveva precedentemente spiegato che una fotografia scattata a Bruxelles a giugno, nella quale il presidente e Pahonțu compaiono insieme ad alcuni eurodeputati, aveva spinto i giornalisti a riprendere le verifiche e i colloqui con fonti politiche.
Lucian Pahonțu dirige il SPP da 21 anni e ha respinto le accuse. HotNews ha chiesto all’Amministrazione presidenziale informazioni sulle verifiche effettuate prima che fosse proposto per l’incarico; la risposta ricevuta indica un cambiamento di posizione.
Nella stessa intervista, Nicușor Dan ha dichiarato che sosterrebbe la limitazione dei mandati dei vertici dei servizi, ma ha avvertito che questa misura non risolverebbe il problema di fondo: l’esercizio di un reale controllo civile sui servizi di informazione.
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