La Corte Suprema di Cassazione e Giustizia ha rinviato nuovamente, giovedì 3 settembre 2026, la pronuncia di una decisione definitiva nella causa con il Governo e il Ministero delle Finanze riguardante il pagamento degli arretrati salariali dei magistrati. La nuova udienza è stata fissata per il 17 settembre.
Lo stesso giorno, il tribunale dovrebbe pronunciarsi anche sulle richieste del Governo di adire la Corte costituzionale e la Corte di giustizia dell’Unione europea. L’Esecutivo chiede chiarimenti sulla possibilità che un tribunale imponga stanziamenti di bilancio supplementari e chiede la sospensione del processo fino a un’eventuale decisione della CGUE.
Il processo si trova nella fase del ricorso, dopo che la Corte d’Appello di Bucarest ha accolto, il 5 maggio, l’azione dell’ÎCCJ e ha obbligato il Governo e il Ministero delle Finanze a corrispondere gli arretrati salariali, anche mediante una rettifica di bilancio. La posta in gioco è di circa cinque miliardi di lei.
La CAB ha stabilito anche penalità per il ritardo nell’esecuzione della sentenza. Gli arretrati derivano da aumenti salariali del 25%, applicati retroattivamente dal 2018, a seguito di alcune decisioni giudiziarie. Il Governo contesta l’obbligo, invocando la competenza esclusiva in materia di elaborazione e rettifica del bilancio statale.
Fonti
Ultime notizie
19:38
19:33
19:30
19:20
19:12
Vedi altre notizie