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15 maggio 11:16

Uno studio di 70 anni di Eurovision mostra perché le canzoni pop in inglese non garantiscono più la vittoria

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Arte & Lifestyle
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I ricercatori hanno analizzato oltre 1.700 brani provenienti da 51 paesi e hanno constatato che la lingua inglese, il genere pop, la danzabilità e i testi più numerosi sono stati fattori di successo, ma nel tempo sono diventati il standard della competizione.

Uno studio che copre quasi 70 anni di Eurovision mostra che i brani pop in lingua inglese, con ritmo danzabile e testi più numerosi, sono stati associati a risultati migliori nella competizione, ma che questa formula è diventata così diffusa che non offre più un vantaggio decisivo.

In breve

I ricercatori della Svizzera e degli Stati Uniti hanno analizzato le partecipazioni a Eurovision dal 1956 fino al 2024.

Lo studio ha coperto oltre 1.700 brani provenienti da 51 paesi.

I ricercatori hanno utilizzato dati audio da Spotify, intelligenza artificiale per la classificazione dei generi e analisi dei temi emotivi nei testi.

I risultati mostrano che i brani in inglese, pop, danzabili e con più testi sono stati associati al successo.

I ricercatori affermano però che non esiste una formula che garantisca la vittoria, poiché Eurovision cambia costantemente.

Uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science e presentato da CORDIS, il servizio UE per i risultati della ricerca, ha analizzato quasi sette decenni di partecipazioni all'Eurovision Song Contest per comprendere come i paesi e gli organizzatori hanno appreso gli uni dagli altri e come la competizione è cambiata.

I ricercatori della Svizzera e degli Stati Uniti hanno studiato i brani partecipanti tra il 1956 e il 2024, coprendo oltre 1.700 canzoni provenienti da 51 paesi. Hanno utilizzato dati audio da Spotify per valutare caratteristiche come la danzabilità e il livello di acusticità, così come strumenti di intelligenza artificiale per classificare i generi musicali e identificare i temi emotivi nei testi.

I risultati indicano che alcune scelte sono state associate al successo nella competizione. I brani cantati in lingua inglese, inquadrati nel genere pop, con un alto livello di danzabilità e con più testi hanno avuto, nel tempo, maggiori possibilità di ottenere buone performance.

Secondo i ricercatori, i paesi partecipanti hanno gradualmente appreso queste lezioni osservando sia i brani vincenti che quelli che hanno perso. Successivamente, molte delegazioni hanno adattato le loro scritture in base a questi schemi.

Lo studio mostra però che, man mano che questa formula è diventata sempre più utilizzata, ha perso il suo status di vantaggio competitivo. Invece di garantire la vittoria, è diventata piuttosto un livello minimo necessario per rimanere competitivi.

"Ciò che era un vantaggio competitivo è ora lo standard", ha detto Arthur Capozzi, ricercatore post-dottorato all'ETH Zurigo. "I brani pop in lingua inglese, con un ritmo danzabile, stanno diventando un requisito di base."

Lo studio identifica anche paesi che sembrano aver resistito deliberatamente al vantaggio della lingua inglese. Spagna, Francia, Italia e Portogallo sono presentati come esempi di stati che continuano a cantare nelle proprie lingue, anche se questa scelta non rientra tra i fattori consolidati di successo statistico.

Gli autori dello studio sostengono che questa opzione riflette una priorità data alla cultura nazionale e alla promozione della propria lingua, piuttosto che a una strategia orientata esclusivamente a massimizzare le possibilità di vittoria.

"Ci sono eccezioni, nel senso che continuano a cantare nella propria lingua, anche se questo non è uno dei fattori di successo stabiliti", ha detto Capozzi. Nella visione dei ricercatori, questi paesi utilizzano l'identità culturale per differenziarsi dal resto della competizione.

L'analisi mostra anche che gli organizzatori di Eurovision si evolvono e si adattano nel tempo. Secondo Dirk Helbing, professore di scienze sociali computazionali all'ETH Zurigo, non esiste una formula di successo che funzioni in modo permanente, né per i paesi partecipanti né per gli organizzatori.

"Non esiste una singola formula di successo che funzioni sempre, né per le nazioni partecipanti, né per gli organizzatori", ha detto Helbing.

Ha aggiunto che Eurovision deve implementare cambiamenti mirati per mantenere vivo l'interesse del pubblico. La competizione continua a evolversi e, secondo il ricercatore, deve farlo per rimanere interessante.

"Non abbiamo trovato una formula che garantisca il successo", ha detto Helbing.

Eurovision Song Contest è iniziato nel 1956 come un esperimento televisivo ed è diventato una delle competizioni musicali più seguite al mondo. Secondo l'articolo di CORDIS, l'evento attira circa 160 milioni di telespettatori a livello globale.

Nel corso del tempo, Eurovision ha lanciato o consolidato carriere internazionali, inclusi artisti come ABBA e Celine Dion, ed è diventato noto sia per lo spettacolo visivo e le performance eccentriche, sia per le tensioni geopolitiche, le controversie e i boicottaggi.

Lo studio presentato da CORDIS mostra che l'influenza di Eurovision non è solo musicale o televisiva, ma può essere analizzata anche come un processo di apprendimento collettivo, in cui i paesi partecipanti apprendono e adattano le strategie, mentre gli organizzatori cambiano la competizione per mantenerla imprevedibile e rilevante.


https://2eu.brussels/ro/stiri/un-studiu-pe-70-de-ani-de-eurovision-arata-de-ce-piesele-pop-in-engleza-nu-mai-garanteaza-victoria

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