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12 maggio 15:11

Eurovision 2026. La Repubblica di Moldova apre la prima semifinale / Quando entra la Romania in gara

Nicoleta Onofrei
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Arte & Lifestyle
Satoshi, reprezentantul Moldovei, intră marți primul pe scena Eurovision / FOTO: Heikki Saukkomaa / imago stock&people / Profimedia
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Eurovision 2026 inizia oggi, 12 maggio, a Vienna, con la prima semifinale, e la Moldova apre lo show con "Viva, Moldova!", un momento pensato per essere esplosivo visivamente e per impostare il tono della serata. La Romania entra in gara il 14 maggio, nella seconda semifinale, con "Choke Me", il brano di Alexandra Căpitănescu, diventato uno dei momenti più commentati dell'edizione – dallo scandalo attorno al messaggio fino alle reali possibilità nelle classifiche delle case da gioco.

La Moldova apre Eurovision 2026

La prima semifinale si svolge martedì, 12 maggio, presso la Wiener Stadthalle, a Vienna, e riunisce 15 paesi che lottano per un posto nella finale di sabato. Secondo l'ordine ufficiale di ingresso annunciato dall'EBU, la Moldova è la prima nella line-up, seguita dalla Svezia – Felicia – «My System», Croazia – Lelek – «Andromeda», Grecia – Akylas – «Ferto», Portogallo – Bandidos do Cante – «Rosa», Georgia – Bzikebi – «On Replay», Italia – Marco Mengoni – «Fire in My Veins», Finlandia – Linda Lampenius & Pete Parkkonen – «Liekinheitin», Montenegro – Tamara Živković – «Nova Zora», Estonia – Vanilla Ninja – «Too Epic To Be True», Israele – Noam Bettan – «Michelle», Germania – Tokio Hotel – «Higher Ground», Belgio – Essyla – «Dancing on the Ice», Lituania – Lion Ceccah – «Sólo Quiero Más», San Marino – Senhit – «Superstar», Polonia – Alicja – «Pray» e Serbia – Lavina – «Kraj Mene».

L'apertura di una semifinale è un ruolo di peso: il vantaggio è la massima visibilità, lo svantaggio deriva dal rischio che, fino alla fine, il pubblico possa essere sopraffatto da altri momenti. Per la Moldova, un paese che ha costantemente puntato su show memorabili e elementi folkloristici reinterpretati, partire dalla posizione 1 è anche una dichiarazione di intenti: rimanere "attaccati" alla retina dello spettatore fin dai primi minuti.

Chi è Satoshi e come appare "Viva, Moldova!"

Il rappresentante della Repubblica Moldova è Satoshi (Vlad Sabajuc), un rapper e compositore di 27 anni di Cahul, che salirà sul palco di Vienna con il brano "Viva, Moldova!".

Euronews Romania e la stampa moldava lo descrivono come un nome in ascesa, con collaborazioni con artisti molto visibili nello spazio romeno – Irina Rimes, Carla's Dreams e Guess Who – il che ha contribuito ad accrescere il suo profilo anche oltre il Prut. In un'intervista rilasciata alla piattaforma That Eurovision Site, Satoshi afferma che per lui è "importante sentirsi autentico" sul palco e che intende ispirare i giovani musicisti della Moldova a credere che possano arrivare sul palco di Eurovision anche da città piccole come Cahul. La scenografia, come è stata descritta nelle reazioni delle prove, punta su colori neon, ballerini, costumi ispirati al costume tradizionale reinterpretato e una coreografia intensa, con molta interazione con la telecamera. Nelle reazioni pubblicate da blog e canali YouTube dedicati a Eurovision, molti fan descrivono l'esibizione dal vivo di Satoshi come "pulita" e "molto carismatica", apprezzando sia l'energia che il modo in cui porta il suo paese sul palco.

Come vede la Moldova le case da gioco

Le case da gioco non collocano la Moldova tra i grandi favoriti per la vittoria del trofeo, ma riconoscono il suo status di possibile "dark horse" – un paese che può salire molto se coglie un momento virale nella semifinale. Nella classifica aggregata Eurovisionworld, Satoshi con "Viva, Moldova!" è intorno ai posti 15-16 per la vittoria finale, con circa l'1% di possibilità e quote che, a seconda dell'operatore, variano tra 81 e 300. Un dettaglio importante per Chișinău è la dinamica di queste quote: nelle ultime settimane, diverse piattaforme di scommesse hanno notato che la Moldova è tra i paesi con il maggior numero di nuove scommesse piazzate, e la quota si è leggermente accorciata – segno che l'interesse dei fan cresce. Sui social media, i fan lodano "l'energia folle" del brano e dicono che è "esattamente il tipo di caos buono di cui Eurovision ha bisogno per aprire", il che supporta l'idea che la Moldova potrebbe beneficiare di un televoto generoso, anche se le giurie saranno più riservate.

Romania e Alexandra Căpitănescu: ingresso in gara

La Romania sale sul palco di Vienna giovedì, 14 maggio, nella seconda semifinale. L'ordine di ingresso la colloca al terzo posto, dopo Bulgaria e Azerbaigian e prima di Lussemburgo e Repubblica Ceca, in una semifinale densa, con forti vicini regionali e una competizione serrata per i dieci posti di qualificazione. "Choke Me" porta un forte contrasto rispetto all'esplosione colorata della Moldova: un dark-pop intenso, con accenti rock e un'estetica visiva molto più cupa, incentrata su tensione e vulnerabilità. Nelle pre-party di Madrid, Londra o eventi nordici, Alexandra ha attirato l'attenzione con la sua voce e presenza, molti commentatori notando che le esibizioni dal vivo hanno confermato l'alto livello di difficoltà del brano e la sua capacità di portarlo senza compromessi.

Chi è Alexandra Căpitănescu

Alexandra Căpitănescu proviene dall'area pop/alternative e ha accumulato esperienza in festival e concorsi musicali, prima di entrare nella selezione nazionale per Eurovision. Nel ritratto pubblicato dalla stampa specializzata, è descritta come un nome della nuova generazione, con un'identità artistica ben definita, abituata a unire temi oscuri con un discorso sincero sulla vulnerabilità e relazioni tossiche. "Choke Me" continua in questa direzione: un brano costruito su un crescendo emotivo, con un ritornello che si basa su un registro vocale impegnativo e su un'interpretazione in cui l'espressività conta tanto quanto la tecnica. Nelle reazioni su YouTube, molti vlogger specializzati in Eurovision descrivono Alexandra come "una delle voci più forti dell'edizione" e "il tipo di voce che può elevare un brano già buono a un altro livello dal vivo".

Lo scandalo "Choke Me": dalla selezione nazionale a Vienna

La controversia attorno al brano "Choke Me" è iniziata già dalla selezione nazionale, dove parte del pubblico e dei commentatori ha ritenuto che l'immaginario e il titolo andassero troppo oltre per uno show seguito da famiglie. Le critiche hanno riguardato sia i testi – percepiti da alcuni come una romanticizzazione di dinamiche di abuso – sia le prime proposte di scenografia, in cui la coreografia e alcune inquadrature suggerivano una relazione di potere ambigua. Dopo l'annuncio della Romania come partecipante a Vienna, il dibattito si è spostato a livello internazionale. Gruppi di attivisti e campagne online hanno chiesto all'EBU di intervenire, invocando il rischio che il messaggio possa essere percepito dai giovani come una glamourizzazione della sofferenza e della soffocazione fisica o emotiva, soprattutto in assenza di un contesto chiaro. Petizioni e lettere aperte hanno circolato sui social media, chiedendo la modifica del concetto o addirittura la squalifica del brano.

Come ha reagito l'EBU e cosa è cambiato

L'EBU non ha optato per la squalifica, ma ha trattato il caso "Choke Me" come un test per le nuove regole che riguardano il contenuto lirico e visivo. Secondo le informazioni comunicate pubblicamente, dopo un'analisi interna e discussioni con TVR, gli organizzatori hanno concluso che il brano rimane nei limiti del regolamento se è chiaramente assunto come metafora. Nonostante il titolo intenso, dice l'artista, «Choke Me» non riguarda danni fisici o violenza. Alexandra Căpitănescu ha spiegato che l'idea di "essere soffocati" rappresenta pressione emotiva e conflitto interiore. Nel contempo, l'EBU ha richiesto aggiustamenti alla scenografia: attenuazione di alcuni momenti di coreografia, modifica dell'inquadratura TV e chiarimenti nella comunicazione, in modo che il messaggio di emancipazione e superamento dell'abuso sia evidente. I funzionari hanno sottolineato che le regole non mirano a censurare temi difficili, ma al modo in cui sono rappresentati, enfatizzando la responsabilità delle emittenti di non trasformare la violenza in un elemento spettacolare.

Le possibilità della Romania presso le case da gioco

Nonostante lo scandalo – o forse anche grazie alla visibilità aggiuntiva – la Romania si trova bene presso le case da gioco. Nella classifica Eurovisionworld, che aggrega le quote principali, Alexandra Căpitănescu si trova, prima delle semifinali, nella zona dei posti 6-10 per le possibilità di trofeo, con circa il 3% di probabilità di vittoria. In una classifica dominata da Finlandia, Grecia e Danimarca, la Romania si trova nel gruppo immediatamente successivo di "contender" che possono salire seriamente se lo show di giovedì sarà impeccabile. Le quote per "Choke Me" si collocano, a seconda dell'operatore, tra circa 23 e 40, un livello che suggerisce non solo una qualificazione probabile in finale, ma anche potenziale per un top 10 sabato.

Il trend è, per ora, ascendente: dopo pre-party e apparizioni dal vivo, la Romania ha guadagnato terreno nelle preferenze dei scommettitori, e i commentatori notano che il brano ha il profilo ideale per il televoto – intenso, memorabile e facilmente riconoscibile dopo solo pochi secondi. Resta da vedere quanto penalizzeranno o ricompenseranno le giurie il messaggio e il rischio artistico assunto.

Cosa c'è di nuovo a Eurovision 2026

L'edizione di Vienna segna l'implementazione di un ampio pacchetto di cambiamenti regolamentari, annunciato alla fine del 2025 dall'EBU, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la fiducia e la trasparenza del voto. Tra le novità ci sono regole più chiare riguardo alla promozione, limitazione del numero di voti per telespettatore, reintroduzione delle giurie nelle semifinali e rafforzamento del controllo sui testi e sulla scenografia. L'EBU ha spiegato, in comunicati ufficiali, che queste misure rispondono alle preoccupazioni dei fan e dei media riguardo all'influenza del voto attraverso campagne aggressive, voti coordinati e contenuti controversi che rischiano di deviare l'essenza della competizione. L'idea centrale: "il focus deve rimanere sulla musica, creatività e connessione", come hanno formulato i rappresentanti dell'EBU nelle dichiarazioni pubbliche.

Nuove regole di voto e promozione

Una delle modifiche concrete è la riduzione del numero massimo di voti che un telespettatore può inviare tramite un singolo mezzo (online, SMS, telefono) da 20 a 10. L'obiettivo dichiarato è scoraggiare il "bombardamento" di voti per un singolo concorrente e incoraggiare una distribuzione più naturale delle preferenze.

In parallelo, l'EBU ha aggiornato le Istruzioni di Voto e il Codice di Condotta per i broadcaster, chiarendo cosa è permesso e cosa non lo è nelle campagne di promozione – dall'uso di influencer fino agli appelli diretti al voto nella diaspora. Il messaggio trasmesso ai membri dell'EBU è che la promozione rimane benvenuta, ma deve rispettare lo spirito di fair play e non trasformarsi in una corsa a risorse finanziarie o reti di influenza.

Il ritorno delle giurie nelle semifinali e il rafforzamento delle regole

Un'altra novità importante è il ritorno delle giurie professionali nelle semifinali: dal 2026, la classifica sarà nuovamente 50% televoto – 50% giuria, non solo sulla base del voto del pubblico. L'EBU sostiene che questo equilibrio aiuta a proteggere i brani buoni da paesi con una diaspora più piccola e a temperare eventuali onde emotive o politiche dal televoto. Nel contempo, il mandato dei giurati è chiarito e rafforzato: devono tenere conto non solo della qualità della composizione e dell'interpretazione dal vivo, ma anche dell'originalità del concetto, del rispetto delle regole e dell'evitare messaggi che possono essere interpretati come incitamento all'odio o glorificazione della violenza. Tutti i giurati firmano dichiarazioni formali riguardanti l'indipendenza, l'imparzialità e l'obbligo di non esprimere pubblicamente le proprie preferenze prima della chiusura del voto. Per quanto riguarda il contenuto, l'EBU annuncia che "si rafforzerà l'applicazione delle regole esistenti riguardanti i testi e la scenografia", sottolineando la responsabilità dei broadcaster nazionali di fornire produzioni che rispettino i valori del concorso. Casi come quello della Romania, ampiamente discussi, sono utilizzati come esempi concreti di come le nuove regole si traducano in negoziazioni creative e aggiustamenti prima dello show.

Appello al boicottaggio di Eurovision 2026

Ricordiamo che oltre mille artisti e operatori culturali accusano il concorso di "normalizzare" la guerra a Gaza e hanno chiesto l'esclusione di Israele o il boicottaggio dell'evento, mentre quattro paesi – Spagna, Paesi Bassi, Irlanda e Slovenia – hanno deciso di ritirarsi dal concorso e/o di non trasmettere il concorso di Vienna, in segno di protesta contro la decisione dell'EBU di mantenere Israele in competizione. La rete pubblica RTV Slovenia ha sostituito la trasmissione con una serie di documentari e film intitolati "Voices of Palestine".


*****Sintesi realizzata con l'aiuto di un flusso di monitoraggio dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio media NewsVibe Romania. L'analisi, i dati e le immagini presentate sono state migliorate con l'aiuto di strumenti di Machine Learning e Intelligenza Artificiale.


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ANALISI Quali possibilità ha la Romania a Eurovision 2026? Alexandra Căpitănescu e "Choke Me", sotto la lente delle case da gioco

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