La presidente di Renew Europe chiede che l’UE e il Canada rispondano insieme attraverso dazi alle pressioni commerciali degli Stati Uniti, della Cina o di altri Paesi. La sua proposta include la ratifica completa del CETA e l’approfondimento della cooperazione strategica, ma non stabilisce un obbligo di ritorsioni comuni né le condizioni per la loro attivazione.
La presidente del gruppo Renew Europe, Valérie Hayer, ha proposto un patto di sicurezza economica tra l’Unione europea e il Canada, affinché le due parti rispondano insieme alla coercizione commerciale. Nel dibattito sullo stato dell’Unione a Strasburgo, ha chiesto una risposta tariffaria comune qualora Donald Trump imponesse dazi e ha sostenuto l’applicazione dello stesso approccio nei confronti della Cina o di altri Paesi.
In breve
1.Hayer propone di coordinare la reazione dell’UE e del Canada alle pressioni commerciali, anche attraverso dazi. L’intervento formula un’iniziativa politica, senza annunciare un accordo negoziato o un meccanismo operativo.
2.La leader di Renew chiede la ratifica completa dell’Accordo economico e commerciale globale, CETA. La maggior parte dell’accordo è già applicata in via provvisoria, pertanto l’appello non riguarda la riapertura da zero del commercio bilaterale.
3.La cooperazione proposta comprende anche le terre rare, la difesa, l’Artico, l’energia e la ricerca. Questi ambiti completano la componente di risposta ai dazi contenuta nel suo intervento.
4.L’UE dispone già di uno strumento contro la coercizione economica, con una procedura di valutazione e misure di ultima istanza. Hayer non ha spiegato come il patto bilaterale si integrerebbe in questo quadro.
Rivolgendosi al primo ministro canadese Mark Carney, Hayer ha sostenuto che l’Europa deve difendere con maggiore fermezza i propri interessi e usare la propria forza economica. L’esempio fornito è stato una reazione comune attraverso dazi ai dazi americani. Non ha precisato il loro livello, i prodotti interessati né se una risposta comune dovrebbe essere attivata automaticamente in caso di una misura contro uno dei partner.
Nel suo intervento in plenaria, ha associato questo avvicinamento all’ampliamento degli scambi universitari e a una cooperazione strategica più stretta nei settori in cui l’UE e il Canada potrebbero valorizzare reciprocamente le proprie capacità.
La ratifica del CETA e l’organizzazione di una risposta comune alle pressioni esterne presuppongono azioni diverse. Secondo la Commissione europea, la maggior parte dell’accordo commerciale è applicata in via provvisoria dal 2017, mentre la sua piena entrata in vigore richiede le restanti approvazioni nazionali. L’appello di Hayer mira quindi a completare un quadro commerciale esistente, parallelamente alla costruzione del patto proposto.
La relazione bilaterale comprende già impegni in materia di sicurezza economica. Al vertice UE–Canada del giugno 2025, i leader hanno concordato di diversificare le catene di approvvigionamento e gli investimenti strategici, esplorare investimenti comuni nelle materie prime e approfondire la cooperazione in materia di sicurezza e difesa. Questi impegni costituiscono un precedente per la cooperazione richiesta da Hayer, senza equivalere all’accettazione della sua formula di risposta tariffaria comune.
Nel quadro europeo contro la coercizione economica, la Commissione esamina la pressione esercitata attraverso il commercio o gli investimenti per influenzare una scelta politica, mentre il Consiglio stabilisce l’esistenza della coercizione. Le misure di risposta sono di ultima istanza, dopo i tentativi di soluzione. Un dazio non attiva automaticamente questa procedura e la cooperazione con altri partner è già prevista.
Per il patto proposto da Hayer resta da definire chi constaterebbe l’esistenza della coercizione, come le due parti deciderebbero le misure comuni e quali obblighi assumerebbero. L’intervento non offre un calendario negoziale e non annuncia l’accettazione della proposta da parte del governo canadese. Esso porta all’ordine del giorno del dibattito un coordinamento più stretto della risposta commerciale, le cui regole dovrebbero ancora essere negoziate.
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