L’istituzione responsabile del controllo dei fondi pubblici ha annunciato la sospensione il 21 ottobre, dopo un tentativo di imporre un vice contestato presso la sede di Tripoli. L’UE e l’ONU chiedono il ritiro delle persone armate e il rispetto delle procedure legali. L’avvertimento dell’ONU su possibili sanzioni non rappresenta l’adozione di nuove misure.
L’Ufficio di Audit della Libia ha annunciato il 21 ottobre la sospensione delle attività fino a nuovo ordine, dopo che persone armate sono penetrate nella sua sede di Tripoli nel tentativo di imporre un vice della dirigenza. La Delegazione dell’Unione europea e le missioni diplomatiche degli Stati membri in Libia hanno condannato l’incidente il 22 ottobre e chiesto il ritiro delle persone armate. L’ONU ha avvertito che l’uso della forza minaccia l’indipendenza dell’istituzione che supervisiona l’impiego del denaro pubblico.
In breve
L’Ufficio di Audit della Libia ha annunciato il 21 ottobre la sospensione delle attività dopo l’irruzione di persone armate nella sede di Tripoli, nel tentativo di imporre un vice contestato.
L’istituzione ha subordinato la ripresa del lavoro alla rimozione delle cause della sospensione e al ripristino della sicurezza, senza fissare una data.
La Delegazione dell’UE e le missioni diplomatiche degli Stati membri chiedono il ritiro delle persone armate e la soluzione della controversia attraverso procedure legali.
L’ONU avverte che gli autori degli attacchi contro le istituzioni statali rischiano sanzioni individuali. La dichiarazione non annuncia nuove sanzioni per l’incidente.
La controversia coinvolge la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato; le pressioni sull’Ufficio minacciano il controllo indipendente dell’impiego dei fondi pubblici.
Nel comunicato riprodotto dall’Agenzia libica di stampa, LANA, l’Ufficio afferma che l’intervento ha messo in pericolo i dipendenti e reso impossibile l’esercizio delle sue funzioni in condizioni di sicurezza. L’istituzione ha collegato la ripresa delle attività alla rimozione delle cause della sospensione e al ripristino di un ambiente di lavoro sicuro, senza stabilire una data. L’Ufficio sostiene che la nomina che le persone armate cercavano di imporre non aveva fondamento giuridico.
La posizione europea, riferita da LANA, chiede la cessazione di qualsiasi presenza armata o azione coercitiva che comprometta l’attività dell’Ufficio e l’abbandono immediato della sede. La Delegazione dell’UE e le missioni degli Stati membri chiedono che le controversie sulla dirigenza delle istituzioni sovrane della Libia siano risolte attraverso le procedure legali e istituzionali applicabili, in conformità con la legislazione libica e i principi dell’Accordo politico libico.
La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia, UNSMIL, aveva condannato già il 21 ottobre l’uso della forza e dell’intimidazione per insediare un vice la cui nomina è contestata. La missione ha chiesto il ritiro immediato del personale armato e avvertito che le persone responsabili di attacchi contro le istituzioni statali rischiano sanzioni individuali ai sensi delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza. La dichiarazione formula un avvertimento e non annuncia l’adozione di nuove sanzioni per questo incidente.
La controversia sulla nomina coinvolge la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato. La dirigenza della Camera ha affermato, in una dichiarazione del 21 ottobre riferita da LANA, che la nomina unilaterale di un vice da parte dell’Alto Consiglio viola gli accordi tra i due organismi sulle funzioni dirigenziali nelle istituzioni sovrane. Ha chiesto alle altre istituzioni di non dare seguito alla nomina e sostenuto la prosecuzione del coordinamento per l’unificazione delle strutture statali. La contestazione della nomina rappresenta la posizione della dirigenza della Camera e non equivale a una decisione giudiziaria.
La posta in gioco va oltre l’assegnazione di una carica. L’Ufficio di Audit verifica la gestione dei fondi pubblici, mentre l’UNSMIL avverte che il cambiamento della dirigenza attraverso la coercizione minerebbe la capacità dell’istituzione di controllare in modo indipendente le risorse dello Stato e la fiducia della popolazione in tale controllo. Sia la reazione dell’ONU sia la posizione europea chiedono di proteggere l’istituzione dalle pressioni armate e di risolvere la controversia attraverso procedure legali.
https://2eu.brussels/ro/news/biroul-de-audit-din-libia-isi-suspenda-activitatea-dupa-o-interventie-armata-iar-ue-cere-retragerea-persoanelor-inarmate
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