L’Unione europea chiede a Israele di assicurare alla giustizia gli autori degli attacchi dei coloni contro i diplomatici europei e di adottare misure per proteggere i palestinesi e i giornalisti. La posizione, pubblicata il 18 ottobre 2026, fa seguito all’incidente di Taybeh, avvenuto durante una visita di solidarietà agli agricoltori che stavano raccogliendo le olive.
In breve
A Taybeh, diplomatici di Francia, Belgio e Polonia sono stati presi di mira dall’attacco dei coloni del 17 ottobre. La Francia ha confermato anche l’aggressione del sindaco della città di Aulnoye-Aymeries.
L’UE chiede che gli autori siano chiamati a rispondere, la prevenzione delle violenze e lo stop all’espansione degli insediamenti israeliani. La Polonia ha condannato l’attacco, mentre il Belgio sostiene sanzioni contro i responsabili e i loro sostenitori.
La polizia israeliana ha annunciato dieci arresti per le violenze del fine settimana. Un aggiornamento successivo indica due sospetti nell’attacco contro i diplomatici a Taybeh.
L’OCHA ha documentato 199 attacchi legati alla raccolta tra il 1º settembre e il 12 ottobre, con un palestinese ucciso, 124 feriti e oltre 2.500 alberi e piantine danneggiati. Il periodo precede l’incidente di Taybeh.
La dichiarazione diplomatica dell’UE non introduce sanzioni. Il pacchetto europeo del 28 maggio, contro quattro entità e tre persone, è precedente all’attacco.
Il Ministero francese degli Affari Esteri ha confermato che il sindaco della città di Aulnoye-Aymeries e rappresentanti di diverse missioni diplomatiche, compresi i consoli generali francese, belga e polacco, sono stati gli obiettivi dell’attacco. Parigi ha chiesto l’arresto e il processo degli autori, nonché la protezione dei civili e del personale diplomatico.
Il sindaco aggredito è Bernard Baudoux. Il ministro belga degli Affari Esteri, Maxime Prévot, ha dichiarato che sono stati presi di mira anche rappresentanti cattolici e ha promesso che il Belgio continuerà a sostenere sanzioni europee, secondo l’Associated Press. La Polonia ha chiesto una reazione ferma da parte di Israele e la fine dell’escalation delle violenze.
Il Servizio europeo per l’azione esterna ha accolto con favore le condanne espresse da diversi rappresentanti israeliani, ma ha chiesto che i responsabili siano chiamati a rispondere e l’adozione di misure efficaci contro la continuazione delle violenze. La richiesta riguarda anche le molestie contro i palestinesi durante la stagione della raccolta, nonché gli attacchi contro i giornalisti. L’UE chiede il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani.
L’indagine non è più soltanto nella fase dell’annuncio iniziale. La polizia israeliana ha comunicato il 19 ottobre l’arresto di dieci persone dopo le violenze del fine settimana, che hanno incluso l’attacco contro i diplomatici e l’aggressione della fotogiornalista Heidi Levine, ad Abu Falah.
In un aggiornamento della sera dello stesso giorno, The Times of Israel ha riferito, citando la polizia, che il tribunale aveva prorogato fino al 21 ottobre la detenzione di sette dei dieci sospetti. Due erano ricercati per l’attacco di Taybeh, quattro per quello di Abu Falah, mentre altri sospetti riguardavano l’ingresso in un’abitazione e la violazione di un ordine relativo a una zona militare chiusa. Si tratta di misure investigative, non di condanne.
Secondo l’OCHA, la raccolta sostiene 80.000–100.000 famiglie palestinesi. Il rapporto datato 15 ottobre registra, per il periodo 1º settembre–12 ottobre, un palestinese ucciso, 124 feriti e oltre 2.500 alberi e piantine danneggiati in 199 attacchi legati alla raccolta. Dei feriti, 92 sono stati vittime dei coloni e 32 delle forze israeliane nel contesto degli incidenti. I dati precedono l’attacco di Taybeh.
La dichiarazione dell’UE del 18 ottobre è distinta dalle sanzioni già adottate. Il 28 maggio 2026, il Consiglio dell’UE ha inserito altre quattro entità e tre persone nel regime europeo di sanzioni per gravi violazioni dei diritti umani, citando abusi contro i palestinesi in Cisgiordania.
Le misure comprendono il congelamento dei beni e il divieto di fornire fondi o risorse economiche alle persone e alle entità inserite nell’elenco; le persone fisiche sono inoltre soggette a divieti di viaggio. Tali misure precedono l’incidente di Taybeh. Il sostegno del Belgio a ulteriori sanzioni è una posizione politica, mentre la dichiarazione del SEAE non rappresenta una nuova decisione sanzionatoria.
La Francia ha ribadito che l’espansione degli insediamenti israeliani contravviene al diritto internazionale e compromette la soluzione dei due Stati. Nella reazione europea, la protezione dei diplomatici si inserisce così in una richiesta più ampia di sicurezza per i civili e di prevenzione delle violenze nella Cisgiordania occupata.
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