L’Unione europea e il Canada hanno lanciato la OceanEye International Alliance, un’alleanza creata per rafforzare il Sistema globale di osservazione degli oceani, dopo che i Paesi partner hanno mobilitato impegni per quasi 220 milioni di euro sotto forma di finanziamenti, contributi in natura e infrastrutture quali navi da ricerca, sensori, droni e capacità di elaborazione dei dati.
L’iniziativa è stata lanciata a New York dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e dal primo ministro canadese Mark Carney, a margine della settimana ad alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’alleanza conta attualmente 31 membri, l’Unione europea e 30 Paesi, e i finanziamenti annunciati sono destinati a mantenere le piattaforme esistenti, colmare lacune critiche nei dati e rafforzare il coordinamento internazionale delle osservazioni oceaniche.
In breve
I Paesi partner di OceanEye hanno mobilitato finora quasi 220 milioni di euro attraverso contributi finanziari, sostegno in natura e risorse quali navi da ricerca, sensori, droni e impianti di elaborazione dei dati.
L’Unione europea stanzia 92 milioni di euro attraverso Horizon Europe. Di tale somma, 50 milioni sono destinati direttamente alle reti del Sistema globale di osservazione degli oceani, 30 milioni a nuove tecnologie di osservazione e 12 milioni al mantenimento dei flussi internazionali di dati marini in situ.
Il Canada si è impegnato a stanziare 82 milioni di dollari canadesi nell’arco di cinque anni per ampliare la propria capacità di osservazione, mentre l’alleanza riunisce attualmente l’UE e 30 Stati.
Il sistema globale sostenuto da OceanEye produce circa 120.000 osservazioni al giorno, utilizzando circa 8.000 piattaforme gestite da 64 Paesi nell’ambito di 17 reti globali di osservazione.
La Commissione avverte che il sistema rimane vulnerabile alle carenze di finanziamento e alle perturbazioni geopolitiche e dipende ancora in misura significativa da un numero limitato di grandi contributori.
I 92 milioni di euro previsti dall’Unione europea sono suddivisi tra tre componenti. La quota maggiore, pari a 50 milioni di euro, deve sostenere direttamente le reti del Global Ocean Observing System, anche attraverso l’installazione di un numero maggiore di apparecchiature in mare aperto e l’ottimizzazione del sistema esistente. Altri 30 milioni sono riservati allo sviluppo di tecnologie innovative di osservazione attraverso una sfida del Consiglio europeo per l’innovazione, mentre 12 milioni di euro finanzieranno EMODnet for Global per mantenere i flussi internazionali di dati marini raccolti direttamente nell’ambiente marino.
La struttura dei finanziamenti è importante perché OceanEye non è concepita soltanto come una nuova fonte di denaro per gli strumenti di misurazione. Gli impegni dei partner devono sostenere anche il segretariato del Global Ocean Observing System, i suoi centri di coordinamento e OceanOPS, il centro che monitora e riferisce sul funzionamento delle componenti del sistema di osservazione.
Nel complesso, l’alleanza comprende l’Unione europea e 30 Paesi, tra cui Belgio, Brasile, Canada, Cile, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Regno Unito e Corea del Sud. Il lancio è stato organizzato insieme alla Commissione oceanografica intergovernativa dell’UNESCO e all’Organizzazione meteorologica mondiale, organizzazioni coinvolte nel coordinamento del sistema globale.
I dati prodotti da questa infrastruttura confluiscono nelle previsioni meteorologiche e climatiche, nel monitoraggio delle condizioni marine e delle zone costiere e nella ricerca sulla biodiversità marina. Secondo la Commissione, il Global Ocean Observing System fornisce circa 120.000 osservazioni ogni giorno, attraverso circa 8.000 piattaforme gestite da 64 Paesi e organizzate in 17 reti globali.
L’attuale copertura non elimina tuttavia le vulnerabilità del sistema. La Commissione rileva che finanziamenti insufficienti e perturbazioni geopolitiche possono compromettere la continuità delle osservazioni e che il sistema dipende ancora fortemente da un numero ridotto di contributori importanti. Una riduzione del sostegno potrebbe riaprire lacune nelle serie di dati utilizzate per le previsioni meteorologiche, le proiezioni climatiche e i programmi di conservazione marina.
OceanEye cerca di trasformare questo problema in un impegno pluriennale più ampio. L’alleanza è costruita attorno a finanziamenti a lungo termine, al coordinamento degli investimenti e all’accesso aperto ai dati, mentre la mobilitazione avviata nel 2026 dovrebbe proseguire almeno fino al 2028. Nuovi impegni finanziari o in natura sono attesi alla COP31, alla prossima conferenza Our Ocean di Halifax e alla quarta Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani, in programma a Busan.
La componente europea include anche un progetto separato di integrazione dei dati. OceanEye prevede lo sviluppo di un European Digital Ocean System che offrirà un punto di accesso unico a servizi esistenti quali Copernicus Marine Service, EMODnet, WISE Marine e WISE Freshwater. Dovrebbe includere anche il European Digital Twin Ocean, progettato per diventare pienamente operativo entro il 2030 e combinare il monitoraggio con modelli predittivi per applicazioni nelle politiche pubbliche e nell’industria.
L’iniziativa OceanEye è stata adottata dalla Commissione europea nel giugno 2026 e l’alleanza internazionale rappresenta la componente destinata a sostenere l’infrastruttura globale. L’UE e il Canada continueranno ad ampliare il gruppo di partner, mentre la sfida principale consisterà nel trasformare gli impegni iniziali in una base di finanziamento sufficientemente stabile per mantenere le osservazioni a lungo termine.
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