I leader dell'Unione Europea si riuniscono giovedì a Bruxelles per affrontare questioni come la guerra in Iran, l'aumento dei prezzi dell'energia, la migrazione e un prestito significativo per l'Ucraina, bloccato dall'Ungheria. Nel contesto dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle preoccupazioni legate a una nuova crisi dei rifugiati, i colloqui si concentrano sul Medio Oriente. La Commissione Europea propone un 'toolbox' di misure per ridurre i prezzi dell'energia, tenendo conto della diversità dei mercati nei 27 stati membri. Il vertice affronterà anche le tensioni tra il primo ministro ungherese Viktor Orbán e la maggior parte degli altri leader europei. Orbán ha ritrattato l'impegno di sostenere un prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, citando problemi legati alle forniture di petrolio. Nel tentativo di ottenere il prestito necessario per l'Ucraina, i leader dell'UE faranno pressione su Orbán e sul primo ministro slovacco Robert Fico, che adotta anch'egli una posizione pro-Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che qualsiasi ostacolo al prestito è "assolutamente ingiusto" e che l'Ucraina non ha alternative di fronte alla crisi di bilancio causata dalla guerra. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato la necessità di raggiungere rapidamente un accordo sulle sanzioni contro la Russia e sul prestito per l'Ucraina, chiedendo una pressione comune su Mosca.
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