La presidenza irlandese del Consiglio dell’UE presenterà sabato 10 ottobre un nuovo quadro negoziale per il bilancio dell’Unione per il periodo 2028–2034, nel tentativo di avvicinare le posizioni dei 27 Stati prima della fase politica decisiva dei negoziati. Thomas Byrne, ministro di Stato irlandese per gli Affari europei e la Difesa, ha dichiarato mercoledì al Parlamento europeo che l’obiettivo della presidenza resta raggiungere un accordo politico entro la fine dell’anno.
In breve La presidenza irlandese presenterà il 10 ottobre un nuovo quadro negoziale per il bilancio dell’UE per il periodo 2028–2034. Il documento non rappresenta un accordo tra i 27 Stati, ma organizza le opzioni sulle quali i governi devono negoziare. L’Irlanda punta a raggiungere un accordo politico tra gli Stati entro la fine del 2026, affinché la legislazione necessaria possa essere adottata nel 2027. Il commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin ha indicato che la Commissione è aperta ad adeguare le proprie proposte sulle nuove risorse proprie dell’UE. Il regolamento relativo al quadro finanziario pluriennale richiede l’unanimità degli Stati membri e l’approvazione del Parlamento europeo prima che il nuovo bilancio possa entrare in vigore nel 2028.
Il quadro negoziale, noto nelle discussioni europee come «negotiating box», non stabilisce da solo le dimensioni o la distribuzione finale del bilancio. È il documento attraverso il quale la presidenza del Consiglio raggruppa le questioni politiche ancora aperte e formula opzioni di compromesso per i leader e i governi degli Stati membri. Con l’avanzare dei negoziati, le alternative vengono ristrette fino a quando è possibile costruire un accordo sul livello generale della spesa, sulle priorità, sulla struttura dei programmi e sulle entrate che finanzieranno il bilancio.
I negoziati riguardano il quadro finanziario pluriennale per i sette anni a partire dal 2028. La proposta della Commissione riorganizza una parte significativa dei finanziamenti europei, introduce una maggiore flessibilità tra le priorità e propone nuove fonti di entrata per il bilancio dell’UE. Tra i temi controversi figurano il livello generale della spesa, il finanziamento della politica agricola e di coesione, la competitività, la difesa, il rimborso del debito contratto per NextGenerationEU e il modo in cui limitare la pressione sui contributi nazionali.
Nel dibattito al Parlamento, Byrne ha presentato il calendario come parte del tentativo della presidenza irlandese di raggiungere un compromesso tra i governi entro la fine dell’anno. Un simile accordo politico consentirebbe di proseguire i negoziati e adottare gli atti legislativi necessari nel 2027, prima che il nuovo periodo di bilancio inizi il 1º gennaio 2028.
Uno dei punti sensibili riguarda il modo in cui sarà finanziato il bilancio. La Commissione ha proposto nuove risorse proprie, cioè entrate che alimenterebbero direttamente il bilancio europeo e ridurrebbero la necessità di coprire tutte le nuove spese attraverso maggiori contributi degli Stati. In plenaria, il commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin ha affermato che l’Esecutivo europeo è aperto a discutere queste proposte e ad adeguarle nell’ambito dei negoziati.
La disponibilità della Commissione a negoziare non significa che le nuove fonti di entrata siano state accettate. Il sistema delle risorse proprie segue una procedura distinta da quella del quadro finanziario pluriennale e richiede l’accordo unanime degli Stati membri, seguito dall’approvazione a livello nazionale secondo i requisiti costituzionali di ciascun Paese.
Il Parlamento esercita un’influenza diversa sulle due componenti. Per il regolamento relativo al quadro finanziario pluriennale, gli Stati devono raggiungere l’unanimità in Consiglio, dopodiché il Parlamento deve dare la propria approvazione. Il Parlamento non può modificare direttamente l’accordo finale del Consiglio nell’ambito di questa procedura, ma può rifiutarsi di approvarlo, ottenendo così una leva politica importante nei negoziati.
Mercoledì gli eurodeputati hanno ribadito di non volere che le pressioni sui bilanci nazionali e il costo del rimborso del debito di NextGenerationEU riducano le risorse disponibili per le politiche europee. La discussione prosegue un confronto politico già aperto tra Parlamento, Commissione e governi sulle dimensioni e sulla struttura del futuro bilancio, senza che il dibattito del 7 ottobre abbia prodotto un accordo sulle cifre finali.
Il compromesso tra gli Stati è solo una delle fasi necessarie. Dopo la definizione del quadro finanziario pluriennale, deve essere completata la legislazione per i programmi che distribuiranno effettivamente i fondi europei, affinché possano funzionare dall’inizio del 2028. È per questo che la presidenza irlandese punta a concludere il principale negoziato politico prima della fine del 2026.
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