Il bilancio della Commissione europea del 27 ottobre indica 1.296 decessi stradali in Romania nel 2025 e un tasso di 68 per milione di abitanti, rispetto alla media UE di 43. La Romania è tra i cinque Stati considerati sulla traiettoria dell’obiettivo per il 2030, sebbene i dati nazionali possano ancora essere rivisti.
La Romania ha registrato 1.296 decessi stradali nel 2025, il 12% in meno rispetto al 2024, secondo il bilancio pubblicato dalla Commissione europea il 27 ottobre 2026. Con 68 decessi per milione di abitanti, il Paese continua ad avere il secondo tasso di mortalità stradale più elevato dell’UE, dopo la Bulgaria, mentre la media dell’Unione è di 43. Le nuove cifre aggiornano le stime preliminari pubblicate a marzo.
In breve
La Commissione europea indica 1.296 decessi stradali in Romania nel 2025: una diminuzione del 12% rispetto al 2024 e del 30% rispetto al 2019.
La Romania resta seconda nell’UE per tasso di mortalità stradale, con 68 decessi per milione di abitanti. La Bulgaria ne registra 71, mentre la media europea è di 43.
Romania, Belgio, Bulgaria, Danimarca e Polonia sono i cinque Stati considerati dalla Commissione sulla traiettoria della riduzione della metà dei decessi entro il 2030. La valutazione non garantisce il raggiungimento dell’obiettivo.
A livello dell’UE, il bilancio per il 2025 è di 19.350 decessi, il 3% in meno rispetto al 2024. La maggior parte degli Stati membri non è ancora sulla traiettoria dell’obiettivo europeo.
La pubblicazione MAI Pentru Patrie ha riportato un bilancio nazionale di 1.293 decessi per il 2025, tre in meno rispetto al totale della Commissione. La nota metodologica europea indica che i dati provenienti da fonti nazionali, compresi quelli relativi alla Romania, possono essere ancora provvisori e soggetti a revisione.
Per il primo semestre del 2026, la tabella della Commissione indica una diminuzione di oltre il 10% dei decessi in Romania rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi dati sono provvisori e non rappresentano il bilancio dell’intero anno.
La Commissione presenta i risultati di ottobre come le cifre europee definitive per il 2025, dopo la pubblicazione delle stime preliminari a marzo. I 19.350 decessi registrati nell’UE significano circa 580 in meno rispetto al 2024 e 3.400 in meno rispetto al 2019, con una diminuzione cumulativa del 15%.
In Romania, la riduzione del 30% rispetto al 2019 è superiore al calo registrato a livello dell’Unione. Rispetto alla media degli anni 2017–2019, il numero dei decessi è diminuito del 32%. Queste percentuali descrivono l’evoluzione del numero delle persone decedute, non il cambiamento del tasso rapportato alla popolazione.
Il progresso non ha eliminato il divario rispetto ai Paesi con i tassi più bassi. La Romania resta dietro alla Bulgaria nella classifica della mortalità rapportata alla popolazione e davanti alla Croazia. All’altro estremo del confronto si trovano la Svezia, con 19 decessi per milione di abitanti, e la Danimarca, con 24. L’indicatore consente confronti in rapporto alla dimensione della popolazione, senza misurare direttamente il rischio per ogni chilometro percorso.
La Commissione considera Romania, Belgio, Bulgaria, Danimarca e Polonia sulla traiettoria necessaria per dimezzare i decessi stradali entro il 2030. Questa valutazione riguarda il ritmo dei progressi, non il raggiungimento di un basso livello di mortalità. L’obiettivo dell’UE è ridurre del 50% i decessi e le lesioni gravi entro il 2030, rispetto al 2019, e avvicinarsi a zero decessi entro il 2050, attraverso Vision Zero.
La presentazione del bilancio europeo come definitivo non esclude revisioni dei valori nazionali. La nota metodologica distingue i dati convalidati sulla base di CARE da quelli acquisiti da fonti nazionali. Alla data della pubblicazione, la Romania non figura nell’elenco dei Paesi con dati per il 2025 convalidati in CARE; la sua cifra proviene da una fonte nazionale, categoria per la quale la Commissione avverte che i valori possono essere ancora provvisori e possono cambiare. I dati sulla popolazione utilizzati per il calcolo dei tassi provengono da Eurostat.
Esiste anche un totale nazionale leggermente diverso. La rivista Pentru Patrie del Ministero degli Affari Interni ha pubblicato il 22 gennaio 2026 una sintesi dell’attività della Polizia rumena, indicando 3.950 incidenti stradali gravi, 1.293 decessi e 3.125 feriti gravi nel 2025. Rispetto al 2024, il bilancio mostra 285 incidenti gravi in meno, 185 persone decedute in meno e 122 feriti gravi in meno. Il totale dei decessi è inferiore di tre rispetto ai 1.296 della tabella della Commissione; ciascun valore si riferisce al bilancio pubblicato dalla rispettiva fonte.
Secondo la sintesi del MAI, l’attraversamento irregolare dei pedoni, la velocità non adeguata alle condizioni stradali e la mancata precedenza ai veicoli sono state le principali cause identificate degli incidenti gravi. Nel 2025 la Polizia ha svolto 67.126 azioni di prevenzione e controllo e ha ritirato 190.441 patenti di guida. Questi dati descrivono l’attività delle autorità e le cause registrate nell’analisi nazionale, senza stabilire il contributo di ciascuna misura alla riduzione dei decessi.
La sintesi descrive l’utilizzo del sistema e-SIGUR dal 1° gennaio 2025, con dispositivi radar installati al di fuori della carreggiata e ben visibili. Menziona separatamente la piattaforma e-SAR, che elabora le segnalazioni dei cittadini riguardanti i comportamenti aggressivi nel traffico.
La nuova tabella europea offre anche una prima indicazione per il 2026: in Romania, il numero dei decessi stradali nei primi sei mesi è diminuito di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di un’indicazione sull’andamento, non di una percentuale esatta o di un totale annuale. Tutti i valori relativi al primo semestre provengono da fonti nazionali provvisorie. La Commissione raccomanda prudenza e ricorda la stagionalità degli incidenti, con una frequenza maggiore durante il periodo estivo.
Nell’analisi europea, la Commissione evidenzia le strade al di fuori delle aree urbane e l’esposizione di pedoni, ciclisti, motociclisti e persone anziane. Queste osservazioni non rappresentano una disaggregazione completa delle vittime in Romania nel 2025. L’esecutivo europeo stima inoltre circa cinque feriti gravi per ogni decesso stradale, equivalenti a circa 100.000 feriti gravi all’anno nell’UE. Si tratta di una stima dell’entità del problema, non di un conteggio finale armonizzato per il 2025.
La valutazione intermedia della politica europea di sicurezza stradale, presentata nel febbraio 2026, conclude che il ritmo dei progressi a livello dell’UE è insufficiente. Le priorità comprendono infrastrutture più sicure, applicazione delle norme sulla circolazione, tecnologie di sicurezza dei veicoli e protezione degli utenti vulnerabili. Gli Stati e le autorità locali applicano la maggior parte delle misure operative, mentre l’UE contribuisce attraverso norme, cooperazione transfrontaliera e finanziamenti.
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