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La Commissione Europea vede effetti positivi del DMA e sta preparando un maggiore accento su AI e cloud

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29 aprile 2026, 10:19
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La prima valutazione del Digital Markets Act mostra che il regolamento rimane adeguato allo scopo dopo due anni di applicazione, ma richiede un'applicazione rigorosa, maggiore trasparenza e attenzione aumentata per il cloud e l'intelligenza artificiale.

La Commissione Europea afferma che il Digital Markets Act rimane adeguato allo scopo e ha prodotto effetti positivi nei primi due anni di applicazione, aprendo nuove opportunità per aziende e sviluppatori e offrendo agli utenti maggiore controllo sui dati, dispositivi e servizi digitali.

In sintesi
1. La Commissione Europea afferma che il DMA rimane adeguato allo scopo dopo i primi due anni di applicazione e non ha bisogno, in questo momento, di modifiche.

2. Al momento della relazione, la Commissione aveva designato sette gatekeepers, Alphabet, Amazon, Apple, Booking, ByteDance, Meta e Microsoft, che forniscono 23 servizi di piattaforma essenziali.

3. La valutazione mostra che gli utenti hanno maggiore controllo sui dati, dispositivi, browser, motori di ricerca e applicazioni preinstallate.

4. La Commissione ha avviato sette procedure di non conformità, di cui due si sono concluse con multe per Apple e Meta.

5. Il cloud e l'intelligenza artificiale saranno aree chiave per la prossima fase di applicazione del DMA.

La Commissione Europea ha pubblicato la prima valutazione del Digital Markets Act, a due anni dall'applicazione del regolamento che stabilisce obblighi per le grandi piattaforme digitali designate come gatekeepers.

Il rapporto conclude che il DMA rimane rilevante e ben adattato all'ambiente digitale in cambiamento. La Commissione afferma che il regolamento ha iniziato a rendere i mercati digitali più equi e contestabili, a beneficio di utenti, aziende e sviluppatori.

Il Digital Markets Act è entrato in vigore il 1° novembre 2022 ed è diventato applicabile il 2 maggio 2023. La Commissione precisa però che la maggior parte dei cambiamenti di comportamento dei gatekeepers sono diventati visibili solo da marzo 2024, poiché le piattaforme designate hanno avuto sei mesi per rispettare gli obblighi di sostanza.

Al momento della relazione, la Commissione aveva designato sette gatekeepers: Alphabet, Amazon, Apple, Booking, ByteDance, Meta e Microsoft. Questi forniscono 23 servizi di piattaforma essenziali, inclusi TikTok, Facebook, Instagram, LinkedIn, Google Maps, Google Play, Google Shopping, Amazon Marketplace, App Store, Booking.com, i servizi pubblicitari di Google, Amazon e Meta, WhatsApp, Messenger, YouTube, Chrome, Safari, Google Search, Android, iOS, iPadOS e Windows PC OS.

Per gli utenti, la Commissione indica tre cambiamenti principali: la possibilità di trasferire i propri dati quando cambiano servizi o dispositivi, la scelta di motori di ricerca e browser alternativi al posto dei fornitori impliciti e il controllo sulla combinazione dei dati personali tra i servizi dei gatekeepers.

Quest'ultima obbligazione offre agli utenti un'opzione esplicita riguardo alla combinazione dei dati personali tra servizi e mira a prevenire la profilazione non autorizzata.

Il rapporto offre anche esempi concreti dei cambiamenti prodotti dal DMA. Gli utenti possono rimuovere applicazioni preinstallate che non desiderano utilizzare, possono configurare un dispositivo Android con l'indirizzo email desiderato o con il numero di telefono, senza dover creare un account Gmail, e possono utilizzare Facebook Messenger indipendentemente dalla rete sociale Facebook.

La Commissione afferma che il DMA ha iniziato ad aprire gli ecosistemi dei gatekeepers e a consentire alle aziende di competere in condizioni più eque. I produttori di dispositivi connessi, come casse e orologi intelligenti, ottengono accesso a una maggiore interoperabilità con i sistemi operativi dei gatekeepers.

I browser e i motori di ricerca alternativi sono sempre più spesso scelti come opzioni predefinite sui dispositivi, e i negozi alternativi di applicazioni sono stati lanciati man mano che i sistemi operativi si sono aperti a negozi terzi.

La Commissione mostra che oltre 40 aziende, prevalentemente PMI, hanno integrato nuove soluzioni di portabilità dei dati e hanno utilizzato l'accesso ai dati per lanciare servizi innovativi. Negozi alternativi di applicazioni, inclusi alcuni forniti da PMI, sono emersi e stanno ampliando l'offerta.

Il rapporto menziona anche l'interoperabilità dei servizi di messaggistica. Servizi alternativi possono ora interoperare con WhatsApp e Facebook Messenger, il che ha consentito l'ingresso sul mercato di nuovi fornitori, inclusa una PMI europea con funzionalità innovative.

Il DMA ha prodotto effetti anche nel settore della pubblicità online. Secondo il rapporto, gli inserzionisti e gli editori possono accedere a informazioni su prezzi, commissioni, compensi e performance degli annunci, in un'area precedentemente descritta come una "black box", poiché le piattaforme pubblicitarie dei gatekeepers mantenevano queste informazioni per sé.

I gatekeepers hanno introdotto strumenti e funzionalità nuove, incluse interfacce di programmazione delle applicazioni, attraverso le quali gli inserzionisti e gli editori possono scaricare rapporti dettagliati. La Commissione considera questi cambiamenti un passo importante verso pratiche di mercato più trasparenti.

"La nostra valutazione ha mostrato che, nei primi due anni di applicazione, il DMA ha iniziato a produrre risultati concreti, positivi, rendendo i mercati digitali più equi e contestabili a beneficio delle aziende e dei consumatori in Europa. Il panorama digitale evolve costantemente. La valutazione di oggi evidenzia che il DMA è stato concepito per essere pronto per il futuro e per adattarsi alle sfide emergenti, ad esempio nell'AI e nel cloud. Stiamo avanzando su entrambi i fronti e continueremo a dare priorità alla creazione di una solida cultura della conformità, anche attraverso azioni di applicazione decisive e tempestive, dove necessario", ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per la Transizione ecologica, giusta e competitiva.

Secondo la Commissione, il principale metodo di applicazione del DMA è il dialogo normativo costante tra Commissione, gatekeepers e parti terze. Questo dialogo mira a sviluppare una cultura della conformità, in cui i gatekeepers lavorano direttamente con le parti interessate per adattare prodotti e servizi agli obblighi del regolamento.

Il rapporto mostra che, fino al momento della valutazione, la Commissione aveva avviato quattro procedure di specificazione, di cui due erano concluse e due in corso. Queste procedure sono utilizzate per chiarire come un gatekeeper deve rispettare un determinato obbligo del DMA.

La Commissione ha avviato anche sette procedure di non conformità. Due si sono concluse con constatazioni di non conformità e multe per Apple e Meta, una riguardante Apple si è conclusa senza constatazione di non conformità dopo un dialogo che ha portato a modifiche da parte dell'azienda, mentre altre quattro indagini sono ancora in corso.

Secondo la Commissione, queste procedure mostrano che ci sono ancora difficoltà nel raggiungere la piena conformità con alcuni obblighi del DMA, inclusi situazioni in cui i gatekeepers hanno adottato approcci che possono ritardare o limitare l'applicazione effettiva del regolamento.

Per il prossimo periodo, i servizi cloud e l'intelligenza artificiale saranno aree chiave per raggiungere l'obiettivo del DMA di rendere i mercati digitali più equi e contestabili.

Nel cloud, la Commissione ha aperto nel novembre 2025 tre indagini di mercato. Due analizzano se Microsoft Azure e Amazon Web Services dovrebbero essere designati come gatekeepers per i servizi cloud, mentre la terza esamina se il DMA può affrontare pratiche che potrebbero limitare la competitività e l'equità nel settore cloud.

Nel campo dell'intelligenza artificiale, la Commissione afferma di aver iniziato ad affrontare diverse questioni di equità e contestabilità segnalate nella consultazione pubblica. Il dialogo normativo con i gatekeepers ha riguardato, tra l'altro, la modifica semplice delle impostazioni predefinite e l'accesso equo dei servizi AI ai sistemi operativi.

La Commissione ha aperto nel gennaio 2026 due procedure di specificazione riguardanti Alphabet, con una dimensione legata all'AI, riguardante l'interoperabilità e l'accesso ai dati di ricerca. L'istituzione ha analizzato anche il divieto di combinazione dei dati personali senza consenso in relazione all'addestramento e alla fondazione di modelli e sistemi AI.

La Commissione afferma che continuerà a monitorare gli sviluppi nell'AI come priorità, inclusa la verifica se alcuni servizi AI dovrebbero essere designati come assistenti virtuali e se gli strumenti del DMA devono essere utilizzati per aggiornare alcuni obblighi in relazione ai servizi AI.

"Il Digital Markets Act è adeguato allo scopo e ha portato a cambiamenti concreti per innovatori e cittadini. La valutazione ha evidenziato anche un potenziale supplementare, ancora non sfruttato, per il cambiamento, e noi continueremo a lavorare per garantire la sua applicazione ferma e per aprire ulteriori opportunità nei mercati digitali dell'UE", ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia.

La Commissione sottolinea che il DMA ha ancora un potenziale significativo inutilizzato per raggiungere pienamente gli obiettivi di equità, contestabilità e armonizzazione. Questo richiederà un dialogo normativo continuo, orientamento da parte della Commissione e applicazione rigorosa dove necessario.

Il rapporto mostra che gli sforzi di conformità devono essere supportati da una migliore informazione dei beneficiari, in particolare tra le start-up e le PMI, affinché possano sfruttare le opportunità create dal DMA. La Commissione afferma che metterà maggiore enfasi sulla semplificazione dei passaggi che i beneficiari devono seguire per trarre vantaggio da queste opportunità.

La prima valutazione mostra anche che gli obiettivi del DMA potrebbero essere supportati attraverso la semplificazione e il miglioramento delle procedure, l'aumento della trasparenza, lo sviluppo di metodi migliori per valutare l'impatto del regolamento e il monitoraggio delle nuove tendenze digitali e delle sfide emergenti.

Insieme alla valutazione, la Commissione ha pubblicato anche uno studio sulla fattibilità tecnica e la domanda da parte dei consumatori e delle aziende per l'interoperabilità delle reti sociali. Lo studio non identifica una domanda chiara per l'interoperabilità tra le reti sociali designate.

La Commissione precisa che è troppo presto per estendere gli obblighi di interoperabilità, attualmente applicati ai servizi di messaggistica, alle reti sociali online. Il rapporto invoca sia la maggiore complessità tecnica, sia la domanda limitata da parte degli utenti finali e delle aziende.

Il Digital Markets Act è uno dei principali strumenti dell'Unione Europea per la regolamentazione dei mercati digitali in cui le grandi piattaforme controllano l'accesso a utenti, dati, servizi o ecosistemi commerciali.

Il regolamento ha tre obiettivi principali: combattere le pratiche scorrette dei gatekeepers, aumentare la contestabilità e la concorrenza nei mercati digitali e garantire un'applicazione armonizzata delle regole nel mercato interno.

La valutazione periodica del DMA avviene ogni tre anni ed è un requisito legale previsto dal regolamento, per verificare se la legislazione raggiunge gli obiettivi e rimane efficace nel contesto dell'evoluzione dei mercati digitali.

La prima valutazione si basa su un'analisi ampia, inclusa oltre 450 contributi ricevuti nell'ambito di tre consultazioni. I contributi sono provenuti da piccole e medie imprese, gatekeepers, organizzazioni della società civile e rappresentanti del mondo accademico.

La Commissione conclude che, nella forma attuale, il DMA è in grado di tenere il passo con le evoluzioni tecnologiche come il cloud computing e l'aumento dell'importanza dell'AI. L'istituzione non vede, al momento, la necessità di modificare il regolamento.

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