La proposta di divieto di ingresso nell'Unione Europea per i combattenti russi fa parte del pacchetto 21 di sanzioni, conferma la Commissione Europea. La misura è discussa in Consiglio e deve essere approvata all'unanimità dagli Stati membri, mentre l'esecutivo europeo afferma che non sta preparando ora una modifica separata delle regole sui visti per trasformare il divieto in una misura permanente.
La Commissione Europea vuole che le persone che hanno combattuto a fianco della Russia contro l'Ucraina non possano più entrare nell'Unione Europea, ma la proposta rimane dipendente dall'accordo di tutti gli Stati membri. La misura è inclusa nel pacchetto 21 di sanzioni ed è discussa in Consiglio, dove le sanzioni dell'UE devono essere adottate all'unanimità.
In breve La Commissione Europea conferma che il pacchetto 21 di sanzioni include una proposta di divieto di ingresso nell'UE per i combattenti russi. La misura non è ancora adottata e deve essere approvata all'unanimità dagli Stati membri in Consiglio. La Commissione non dettaglia pubblicamente il contenuto del pacchetto prima dell'adozione, ma afferma che organizzerà un briefing tecnico dopo che ci sarà una decisione. Un divieto tramite sanzioni sarebbe diverso da una modifica delle regole sui visti, che creerebbe una soluzione più strutturale e permanente. L'esecutivo europeo afferma che si concentra ora sull'adozione della proposta nel pacchetto di sanzioni, non su una riforma separata del regime dei visti.
La proposta riguarda una categoria sensibile di persone: combattenti russi o ex combattenti russi che hanno partecipato alla guerra contro l'Ucraina. L'idea politica è che le persone che hanno combattuto contro l'Ucraina e, per estensione, contro la sicurezza europea, non possano beneficiare di accesso nello spazio dell'Unione Europea.
La Commissione conferma che questo divieto si trova nel pacchetto 21 di sanzioni, ma non presenta ulteriori dettagli prima dell'adozione formale. Il pacchetto è negoziato tra gli Stati membri, e ogni elemento può essere discusso, modificato o bloccato fino a ottenere l'unanimità.
La regola dell'unanimità è decisiva. A differenza di altri ambiti della politica europea, le sanzioni contro la Russia devono essere approvate da tutti gli Stati membri. Se uno Stato si oppone o richiede modifiche, il pacchetto non può essere adottato nella forma proposta.
La Commissione afferma che presenta le proposte dopo consultazioni preliminari con gli Stati membri e con la fiducia che possano ottenere supporto politico. Allo stesso tempo, l'esecutivo europeo evita di anticipare l'esito dei negoziati in Consiglio.
L'istituzione promette un briefing tecnico dopo l'adozione del pacchetto, per spiegare cosa contiene e come funzioneranno le misure. Questa fase è importante poiché i divieti di ingresso devono essere applicati dalle autorità nazionali, inclusi ai confini e nei sistemi di visti.
La discussione ha anche una dimensione più ampia: se il divieto dovrebbe rimanere una sanzione temporanea o essere introdotto nelle regole permanenti sui visti dell'UE. Alcuni Stati, in particolare quelli più vicini alla Russia, vogliono una soluzione più duratura per le persone che hanno dimostrato ostilità nei confronti dell'Ucraina e dell'Europa partecipando alla guerra.
La Commissione separa però i due piani. Un divieto incluso in un pacchetto di sanzioni è parte del regime restrittivo contro la Russia e deve essere rinnovato secondo le regole applicabili alle sanzioni. Una modifica della legislazione sui visti sarebbe uno strumento diverso, con un effetto più strutturale sulle condizioni di ingresso nell'UE.
Per il momento, l'esecutivo europeo non annuncia una proposta di modifica delle regole sui visti. La linea della Commissione è che la priorità immediata è l'adozione della misura nel pacchetto di sanzioni, non l'apertura di una riforma separata del regime dei visti.
La misura avrebbe un impatto diretto sul modo in cui l'UE tratta le persone coinvolte militarmente a fianco della Russia. Essa estenderebbe la pressione europea oltre le sanzioni economiche, finanziarie o individuali classiche e introdurrebbe una barriera di accesso per i combattenti russi.
Per gli Stati membri, l'applicazione di un tale divieto richiederà criteri chiari: chi rientra nella categoria di combattente russo, quali prove vengono utilizzate, come viene verificata l'identità delle persone e come vengono coordinate le decisioni tra le autorità nazionali. Questi dettagli non sono ancora stati presentati pubblicamente dalla Commissione.
Il pacchetto 21 di sanzioni rimane quindi in negoziazione. La misura riguardante i combattenti russi è confermata politicamente, ma il suo effetto concreto dipende dall'accordo degli Stati membri e dalla forma finale del testo adottato in Consiglio.
Lo scambio di posizioni ha avuto luogo nel briefing della Commissione Europea riguardo al pacchetto 21 di sanzioni e alla proposta di divieto di ingresso nell'UE per i combattenti russi.
https://2eu.brussels/ro/news/comisia-europeana-vrea-sa-interzica-intrarea-in-ue-pentru-combatantii-rusi-dar-masura-depinde-de-unanimitatea-statelor-membre
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