La Commissione europea ha ribadito venerdì di non sostenere l’introduzione a livello dell’Unione europea di una tassa sugli extraprofitti realizzati dalle società energetiche dopo l’aumento dei prezzi determinato dal conflitto in Medio Oriente. La posizione è stata illustrata dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, al termine della riunione dei ministri delle Finanze dell’UE, svoltasi nell’ambito dell’Ecofin.
Spagna, Germania, Italia, Polonia, Portogallo e Austria hanno chiesto per due volte, per iscritto, alla Commissione europea di esaminare questa misura. Gli Stati membri richiamano il precedente del 2022, quando una tassa analoga fu utilizzata dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Dombrovskis ha dichiarato che i governi nazionali sono in una posizione migliore per imporre individualmente un’imposta di questo tipo, qualora decidano che sia necessaria, piuttosto che per istituire una tassa comune a livello dell’UE. Il commissario ha così ribadito la posizione espressa in precedenza, anche durante la riunione informale dei ministri delle Finanze tenutasi a Dublino nel settembre scorso.
Tuttavia, i 27 Stati membri e la Commissione europea hanno concordato di creare un gruppo di lavoro per analizzare la questione e individuare le migliori pratiche. Il giorno prima, il ministro tedesco delle Finanze, Lars Klingbeil, aveva sostenuto che la tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere avrebbe potuto contribuire a ridurre i prezzi dell’energia e aveva chiesto alla Commissione di agire rapidamente.
Fonti
Ultime notizie
19:04
18:51
18:50
18:49
18:43
Vedi altre notizie