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  2. UE

La Commissione Europea afferma che quasi la metà delle PMI non trova lavoratori con le competenze adeguate

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1 giugno 2026, 13:55
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Un nuovo Eurobarometro mostra che il 46% delle piccole e medie imprese dell'Unione Europea ha difficoltà a trovare lavoratori con le competenze necessarie, mentre il reclutamento al di fuori dell'UE rimane limitato. Solo una su sette aziende ha cercato di assumere cittadini di paesi terzi negli ultimi due anni, e oltre la metà di queste ha descritto il processo come difficile.


Quasi la metà delle piccole e medie imprese dell'Unione Europea ha difficoltà a trovare lavoratori con le competenze giuste, secondo un nuovo Eurobarometro presentato dalla Commissione Europea.


Il sondaggio mostra che il reclutamento al di fuori dell'UE rimane limitato, anche se la mancanza di personale qualificato influisce sulla competitività delle aziende europee. Solo una su sette piccole e medie imprese ha cercato di assumere lavoratori da paesi terzi negli ultimi due anni.


In breve


Il 46% delle PMI europee afferma di avere difficoltà a trovare lavoratori con le competenze giuste.


Solo il 14% delle PMI ha cercato di reclutare lavoratori al di fuori dell'Unione Europea negli ultimi due anni.


Tra le aziende che hanno reclutato cittadini di paesi terzi, il 54% ha descritto il processo come difficile.


Gli ostacoli più comuni sono le procedure amministrative e di immigrazione, la mancanza di candidati idonei e le barriere linguistiche.


La Commissione Europea collega i risultati del sondaggio al futuro EU Talent Pool, la prima piattaforma europea per il reclutamento internazionale in occupazioni con carenza di forza lavoro.


Il principale ostacolo menzionato dalle aziende è la complessità delle procedure amministrative e di immigrazione, citata dal 31% dei rispondenti. Seguono la difficoltà di trovare candidati idonei, menzionata dal 25% delle aziende, e le barriere linguistiche, indicate dal 24%.


I dati mostrano che la maggior parte delle aziende gestisce direttamente il reclutamento di lavoratori al di fuori dell'UE. La Commissione osserva che il livello di conoscenza del supporto pubblico disponibile per il reclutamento internazionale è basso, mentre l'uso di agenzie private di reclutamento è significativamente più elevato nel caso delle assunzioni internazionali.


Le aziende consultate indicano anche quali tipi di supporto renderebbero il reclutamento al di fuori dell'UE più accessibile. Il 31% chiede supporto finanziario, il 25% vuole informazioni e orientamento, il 23% chiede aiuto per trovare candidati, il 20% menziona supporto per l'integrazione sul posto di lavoro, e il 18% indica supporto per immigrazione e rilocalizzazione.


Roxana Menzatu, vicepresidente esecutiva per i diritti sociali e le competenze, posti di lavoro di qualità e formazione, ha affermato che le PMI sono essenziali per l'economia europea e rappresentano circa il 99% delle imprese.


"Le PMI sono vitali per l'economia dell'UE, rappresentando circa il 99% delle imprese. Devono trovare persone con le competenze giuste per stimolare la competitività dell'UE. Offrendo informazioni e canali di supporto adeguati per le PMI, possiamo facilitare l'assunzione di lavoratori stranieri qualificati per ridurre la carenza di forza lavoro e competenze nell'UE", ha affermato Menzatu.


Ha aggiunto che il futuro EU Talent Pool dovrebbe aiutare a collegare le posizioni di lavoro vacanti in occupazioni con carenza di personale con lavoratori qualificati al di fuori dell'Unione Europea.


Magnus Brunner, commissario per gli affari interni e l'immigrazione, ha affermato che i dati mostrano la necessità di aiutare le aziende ad attrarre talenti.


"Il 46% delle PMI europee ha difficoltà a trovare personale. Più della metà considera difficile il reclutamento al di fuori dell'UE. Questo dimostra chiaramente che dobbiamo aiutare le aziende ad attrarre talenti", ha affermato Brunner.


Il commissario ha collegato i risultati del sondaggio alla strategia dell'UE sulle visti, di cui ha detto che mira a facilitare il reclutamento internazionale attraverso la digitalizzazione, la riduzione della burocrazia e una transizione più semplice dagli studi al lavoro o all'imprenditorialità.


EU Talent Pool è presentato dalla Commissione come la prima piattaforma a livello dell'Unione per il reclutamento internazionale. Il suo obiettivo è connettere le posizioni di lavoro vacanti in occupazioni con carenza di personale con lavoratori al di fuori dell'UE.


I risultati dell'Eurobarometro sono legati a due direzioni politiche più ampie della Commissione: la Strategia dell'UE sui visti e la Strategia per la gestione europea dell'asilo e dell'immigrazione. Entrambi i documenti sottolineano la necessità di semplificare e accelerare i processi attraverso i quali l'Europa può attrarre le competenze di cui ha bisogno, inclusa la riconoscimento delle qualifiche e delle competenze.


La Commissione menziona anche le partnership per i talenti con paesi terzi. Un esempio recente è il memorandum d'intesa con l'India, che include l'apertura di canali per attrarre studenti, ricercatori e lavoratori verso l'Europa. Il primo risultato annunciato è un ufficio pilota European Legal Gateway Office, progettato come punto unico di informazione e supporto per la mobilità di studenti, ricercatori e lavoratori nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.


Per l'economia europea, i dati mostrano una tensione strutturale: le aziende hanno bisogno di competenze per rimanere competitive, ma i meccanismi di reclutamento internazionale sono ancora difficili da utilizzare per molte PMI. Per i lavoratori al di fuori dell'UE, la posta in gioco è se i futuri strumenti europei trasformeranno l'accesso al mercato del lavoro in un processo più chiaro, più veloce e più prevedibile.


https://2eu.brussels/ro/stiri/comisia-europeana-spune-ca-aproape-jumatate-dintre-imm-uri-nu-gasesc-lucratori-cu-competentele-potrivite

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