Circa 141,3 milioni di galline ovaiole nell'Unione europea erano ancora allevate in sistemi con gabbie nel 2025, pari al 35,5% del totale, secondo un'analisi pubblicata dall'Institute for European Environmental Policy. Il rapporto esamina come potrebbe essere utilizzata la Politica agricola comune dopo il 2027 per finanziare la transizione verso sistemi senza gabbie e rileva che il sostegno esplicitamente destinato a questo cambiamento è ancora limitato negli attuali piani nazionali.
In breve, IEEP stima che nel 2025 141,3 milioni di galline ovaiole, pari al 35,5% del totale dell'UE, fossero ancora allevate in gabbia. Gli autori hanno individuato 136 schemi dell'attuale PAC collegati alla salute o al benessere degli animali, di cui 17 riguardano il settore avicolo e otto menzionano esplicitamente i sistemi senza gabbie per le galline ovaiole. La Romania figura tra i sei Stati analizzati. La cifra del 49,5% utilizzata nel rapporto per la Romania si riferisce alle galline allevate in sistemi a terra, non alla quota di galline tenute in gabbia. Gli autori propongono un calendario europeo chiaro per l'eliminazione delle gabbie e piani nazionali per specie, mentre il sostegno della PAC dovrebbe concentrarsi sugli investimenti capaci di produrre un cambiamento reale del sistema di allevamento. Il rapporto è stato commissionato da Humane World for Animals e ha beneficiato di un sostegno finanziario attraverso il programma LIFE. L'analisi comprende una ricerca documentale e dieci interviste in sei Stati e non rappresenta una proposta legislativa della Commissione europea.
Il settore delle uova è cambiato significativamente negli ultimi due decenni, dopo il divieto nell'UE delle gabbie convenzionali per le galline ovaiole. La legislazione europea consente tuttavia ancora le gabbie arricchite, oltre ai sistemi a terra, all'aperto e alla produzione biologica, mentre la velocità della transizione varia notevolmente tra gli Stati.
Il rapporto IEEP utilizza dati relativi al 2025 e stima che quasi due terzi delle galline ovaiole nell'UE siano già allevate fuori dalle gabbie. Il restante 35,5% rappresenta però ancora oltre 141 milioni di animali, trasformando un'eventuale eliminazione completa delle gabbie in un investimento di vasta portata per gli allevamenti che devono modificare edifici, attrezzature e sistema di produzione.
Gli autori hanno analizzato sei Stati per verificare come l'attuale Politica agricola comune venga utilizzata in questa transizione. La Romania è inclusa insieme ad altri mercati con strutture produttive diverse, consentendo il confronto tra Stati in cui il passaggio ai sistemi senza gabbie è più avanzato e Stati in cui gli investimenti necessari rimangono più consistenti.
Nel caso della Romania, il rapporto indica una quota del 49,5% per i sistemi a terra. Questa cifra non rappresenta la percentuale di galline allevate in gabbia e non può essere utilizzata, di per sé, per calcolare le dimensioni del settore rumeno da convertire. I sistemi a terra sono già sistemi senza gabbie, anche se gli animali vengono allevati all'interno degli edifici.
L'analisi dell'attuale PAC ha individuato 136 schemi che includono misure relative alla salute o al benessere degli animali. Solo 17 sono collegati al settore avicolo e otto fanno esplicito riferimento ai sistemi senza gabbie per le galline ovaiole. Ne emerge il quadro di una politica agricola che può finanziare il benessere degli animali attraverso diversi strumenti, ma nella quale la transizione dalle gabbie non è ancora un obiettivo separato e uniforme in tutti gli Stati.
Gli investimenti possono essere sostenuti attraverso misure di sviluppo rurale, pagamenti associati a pratiche di benessere o altri interventi previsti nei piani strategici nazionali. Il modo in cui questi strumenti vengono utilizzati varia tuttavia da uno Stato all'altro, perché l'attuale PAC lascia ai governi un margine significativo nella scelta degli interventi e dei beneficiari.
Il rapporto propone di ridurre questa frammentazione dopo il 2027 attraverso un calendario europeo chiaro e piani nazionali per ciascuna specie interessata dal passaggio ai sistemi senza gabbie. Nel settore delle galline ovaiole, i finanziamenti potrebbero essere utilizzati per la conversione degli impianti, l'adattamento degli edifici e altri investimenti necessari agli allevamenti che non possono sostenere da soli il costo della transizione.
Gli autori non raccomandano tuttavia che ogni conversione venga automaticamente finanziata dal bilancio pubblico. Sostengono che il sostegno dovrebbe concentrarsi sui cambiamenti che normalmente non si verificherebbero soltanto grazie agli incentivi del mercato e sugli investimenti che vanno oltre il semplice rispetto dei requisiti minimi.
Questo approccio tiene conto anche delle differenze tra gli allevamenti. Il costo della conversione di un'azienda dipende dalle dimensioni, dagli edifici, dalle attrezzature, dall'accesso ai terreni, dal sistema scelto e dalla possibilità di proseguire la produzione durante i lavori. Il rapporto riunisce stime provenienti dalla letteratura esistente, ma non stabilisce un costo europeo unico per l'eliminazione delle gabbie.
Rivenditori e produttori alimentari hanno già influenzato la transizione in alcuni Stati attraverso impegni ad acquistare esclusivamente uova provenienti da sistemi senza gabbie. Laddove la domanda commerciale copre una parte sufficiente dei costi aggiuntivi, il bisogno di fondi pubblici può essere più contenuto. In altre regioni, gli allevamenti più piccoli o i mercati in cui la differenza di prezzo è limitata possono incontrare maggiori difficoltà nel finanziare l'investimento.
Questo contesto spiega perché IEEP collega la futura PAC al funzionamento del mercato. Il sostegno pubblico dovrebbe integrare l'investimento privato laddove la conversione necessiti di finanziamenti aggiuntivi, e gli strumenti dovrebbero essere concepiti in modo che gli agricoltori sappiano in anticipo quali investimenti rimarranno ammissibili e in quale periodo dovranno essere realizzati.
La discussione è collegata all'impegno più ampio dell'Unione sul benessere degli animali. Dopo l'iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, la Commissione ha annunciato l'intenzione di proporre l'eliminazione graduale delle gabbie per diverse categorie di animali. Un simile cambiamento legislativo e il modo in cui verrebbe finanziata la transizione degli allevamenti sono tuttavia processi distinti: le norme sul benessere stabiliscono le condizioni di produzione, mentre la PAC può decidere se e a quali condizioni gli investimenti riceveranno sostegno pubblico.
Il rapporto IEEP riguarda proprio questa seconda parte del problema. Non introduce un nuovo obbligo per gli allevatori né stabilisce un calendario giuridico per l'eliminazione delle gabbie. Le raccomandazioni sono rivolte alla preparazione della PAC per il periodo successivo al 2027 e alla negoziazione del quadro entro il quale gli Stati potranno concedere finanziamenti all'agricoltura.
Gli autori hanno combinato l'analisi dei documenti e degli schemi della PAC con dieci interviste realizzate nei sei Stati selezionati. I risultati descrivono gli strumenti esistenti e l'esperienza degli attori intervistati, senza dimostrare che un determinato schema di finanziamento abbia determinato da solo il ritmo della transizione in un Paese.
Il rapporto è stato commissionato da Humane World for Animals, organizzazione che sostiene l'eliminazione dei sistemi di allevamento in gabbia. IEEP precisa inoltre il sostegno finanziario ricevuto attraverso il programma LIFE dell'Unione europea, mentre conclusioni e raccomandazioni appartengono agli autori.
Per la Romania, i futuri negoziati sulla PAC determineranno quali tipi di investimenti potranno essere finanziati e a quali condizioni. L'entità del sostegno necessario non può essere stabilita soltanto sulla base della quota attuale dei diversi sistemi di allevamento: dipenderà dal numero e dalla struttura degli allevamenti che utilizzano ancora le gabbie, dai costi della conversione e dal calendario che l'Unione adotterà infine per la nuova legislazione sul benessere degli animali.
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