I procuratori europei sostengono che un proprietario di vigneto nella regione di Yambol ha utilizzato informazioni false in una richiesta per 348.231,64 euro da fondi agricoli dell'UE, destinati alla piantumazione di nuovi vigneti, al ripristino delle strutture di sostegno e all'installazione di un sistema di irrigazione a goccia. Il pagamento è stato bloccato prima che i soldi fossero trasferiti.
Il Pubblico Ministero Europeo, EPPO, ha portato in giudizio in Bulgaria un proprietario di vigneto sospettato di aver tentato di ottenere 348.231,64 euro da fondi agricoli dell'Unione Europea utilizzando informazioni false. La richiesta riguardava investimenti in una piantagione viticola nella regione di Yambol, ma le autorità hanno identificato le irregolarità prima che il finanziamento fosse pagato, così il bilancio dell'UE non ha subito perdite.
In breve
EPPO di Sofia ha formulato accuse contro un proprietario di vigneto che avrebbe tentato di ottenere 348.231,64 euro da fondi europei sulla base di informazioni false.
La richiesta era stata presentata a novembre 2023 per la piantumazione di nuovi vigneti, la ricostruzione delle strutture di sostegno e l'installazione di un sistema di irrigazione a goccia nella regione di Yambol.
I procuratori sostengono che il richiedente ha dichiarato di aver presentato dichiarazioni di raccolto per gli anni viticoli 2020, 2021 e 2022, ma le verifiche hanno mostrato che per il 2020 non era stata presentata la dichiarazione riguardante la produzione di uva per vino.
Il finanziamento non è stato pagato, poiché la presunta tentata frode è stata identificata prima del trasferimento dei soldi.
Se sarà trovato colpevole, l'imputato rischia fino a sei anni di carcere e una multa fino a 5.000 euro. Egli beneficia della presunzione di innocenza fino alla pronuncia di una sentenza definitiva.
Il caso riguarda una richiesta di finanziamento presentata a novembre 2023 tramite un intervento destinato alla ristrutturazione e conversione dei vigneti, finanziato dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia. Il richiedente mirava a ottenere 348.231,64 euro per la modernizzazione di un'azienda vitivinicola nella regione di Yambol, nel sud-est della Bulgaria.
Il progetto per il quale era richiesta la finanziamento prevedeva la piantumazione di nuovi vigneti, il ripristino delle strutture di sostegno utilizzate nella piantagione e l'installazione di un sistema di irrigazione a goccia. EPPO non contesta le informazioni pubblicate sulla natura di questi investimenti, ma i dati utilizzati per dimostrare l'idoneità del richiedente.
Secondo i procuratori, il proprietario ha dichiarato che per l'azienda erano state presentate le dichiarazioni di raccolto relative agli anni viticoli 2020, 2021 e 2022. Queste informazioni sono state incluse nella richiesta tramite la quale si mirava a ottenere il finanziamento europeo.
L'indagine ha però accertato che per l'anno viticolo 2020 non era stata presentata all'autorità nazionale competente la dichiarazione riguardante la produzione di uva destinata alla vinificazione. EPPO sostiene che l'informazione contraria fornita nella richiesta di finanziamento era falsa e che è stata utilizzata per tentare di ottenere oltre 348.000 euro.
Le informazioni rese pubbliche non specificano se le dichiarazioni per il 2021 e il 2022 siano state contestate e non indicano altre presunte irregolarità nel dossier di finanziamento. L'accusa descritta da EPPO si concentra sulla dichiarazione riguardante l'anno 2020 e sull'uso di essa nel processo di richiesta dei fondi europei.
La tentata frode non ha prodotto una perdita per il bilancio dell'Unione. EPPO precisa che la presunta frode è stata rilevata sufficientemente presto affinché il finanziamento non fosse trasferito al richiedente.
I 348.231,64 euro rappresentano quindi la somma che i procuratori sostengono che il proprietario abbia tentato di ottenere, non un danno già pagato e successivamente recuperato. La distinzione è rilevante per lo stato del caso, poiché il caso riguarda un tentativo di ottenere fraudolentemente un sussidio, e i soldi sono rimasti nel bilancio europeo.
Il finanziamento coinvolto proveniva dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia, uno degli strumenti attraverso i quali l'UE finanzia la Politica Agricola Comune. L'intervento per la ristrutturazione e la conversione dei vigneti può sostenere investimenti attraverso i quali le aziende vitivinicole modificano le piantagioni o l'infrastruttura per adattare la produzione.
Nel caso di Yambol, l'idoneità per il finanziamento e le informazioni fornite per dimostrarla sono quelle che sono arrivate al centro dell'indagine. EPPO non ha pubblicato il nome del proprietario né altre informazioni che possano consentire l'identificazione dell'azienda.
Il rinvio in giudizio significa che il caso passa dalla fase di indagine ai tribunali bulgari competenti. Le accuse formulate dai procuratori devono ora essere dimostrate in processo, e la comunicazione di EPPO non rappresenta una constatazione definitiva di colpevolezza.
Se il tribunale lo troverà colpevole, il sospettato può ricevere una pena di fino a sei anni di carcere e una multa fino a 5.000 euro, secondo le informazioni fornite da EPPO. I limiti indicati rappresentano le sanzioni possibili applicabili all'accusa, non la pena che sarà automaticamente pronunciata.
Il proprietario beneficia della presunzione di innocenza fino a quando la sua colpevolezza non è stabilita dai tribunali bulgari competenti. EPPO non specifica nella comunicazione pubblicata la data della prossima fase del processo.
Il Pubblico Ministero Europeo indaga e persegue penalmente i reati che danneggiano gli interessi finanziari dell'Unione, comprese le frodi relative ai sussidi e ai programmi finanziati dal bilancio dell'UE. Il dossier in Bulgaria riguarda un finanziamento agricolo ed è stato gestito dall'ufficio EPPO di Sofia.
Il caso non implica un pagamento effettuato dal bilancio europeo. Secondo i procuratori, il controllo è avvenuto prima del trasferimento dei 348.231,64 euro, il che ha impedito la produzione di danno finanziario.
L'imputazione non stabilisce la colpevolezza del proprietario del vigneto. I tribunali bulgari devono esaminare le prove e le accuse, e la persona interessata rimane presumibilmente innocente fino alla pronuncia di una sentenza definitiva.
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