La direttiva aggiorna le liste degli inquinanti monitorati nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee e introduce controlli più severi per le sostanze con effetti dannosi sull'ambiente e sulla salute. Gli Stati membri devono recepire le modifiche entro il 22 dicembre 2027.
La direttiva che rivede le norme UE sulle acque superficiali e sulle acque sotterranee è entrata in vigore, aggiornando le liste degli inquinanti che devono essere monitorati e controllati nell'Unione Europea.
In breve
La nuova direttiva aggiorna le norme UE sulle acque superficiali e sulle acque sotterranee.
Le liste degli inquinanti includono PFAS, pesticidi, prodotti farmaceutici, microplastiche e indicatori di resistenza antimicrobica.
La direttiva modifica tre atti legislativi: la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sulle norme di qualità ambientale e la direttiva sulle acque sotterranee.
Le nuove norme semplificano la segnalazione per gli Stati membri e rafforzano lo scambio digitale di dati di monitoraggio con la Commissione.
Gli Stati membri devono recepire le modifiche entro il 22 dicembre 2027.
La revisione delle norme sulle acque è stata proposta dalla Commissione Europea nel 2022 e mira ad allineare le liste degli inquinanti con i più recenti pareri scientifici. Le nuove regole stabiliscono un monitoraggio e un controllo più rigoroso di alcune sostanze nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee.
La direttiva modifica tre atti legislativi dell'UE: la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sulle norme di qualità ambientale e la direttiva sulle acque sotterranee.
La lista aggiornata include alcune sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, conosciute come PFAS o "sostanze chimiche eterne", pesticidi e prodotti farmaceutici. La Commissione dimostra che queste categorie hanno effetti dannosi documentati sull'ambiente o sulla salute umana.
Per la prima volta, le nuove regole affrontano anche le microplastiche, gli indicatori di resistenza agli agenti antimicrobici e gli ecosistemi sensibili delle acque sotterranee.
La direttiva introduce anche misure per ridurre il carico amministrativo per gli Stati membri. I requisiti di segnalazione saranno razionalizzati e lo scambio di dati di monitoraggio tra Stati membri e Commissione sarà facilitato tramite strumenti digitali.
Le nuove norme rafforzano la cooperazione transfrontaliera. In caso di incidenti, ci saranno avvisi obbligatori per i bacini idrografici a valle.
Il provvedimento introduce una definizione di non deterioramento e consente la continuazione di alcune attività a condizioni rigorose. Tra queste ci sono lavori di miglioramento, come la ricostruzione di ponti o lavori di protezione contro le inondazioni, quando l'impatto è solo temporaneo.
La direttiva consente, sotto garanzie rigorose, anche attività che portano solo al trasferimento dell'inquinamento, senza un aumento effettivo di questo. Gli esempi menzionati sono i lavori di bonifica per costruzioni o il dragaggio di sedimenti.
La Commissaria per l'ambiente, la resilienza nel settore dell'acqua e un'economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato che la revisione contribuirà a ridurre l'inquinamento delle acque da PFAS, pesticidi e altre sostanze chimiche nocive.
"La revisione della legislazione nel settore delle acque contribuirà a ridurre l'inquinamento delle nostre acque da PFAS, pesticidi e altre sostanze chimiche nocive. È esattamente ciò che ci siamo proposti di fare nella Strategia europea per la resilienza nel settore delle acque, affinché l'Europa diventi più resiliente in materia di acqua. Le acque pulite sono importanti per la salute delle persone, per l'ambiente e per la nostra economia. È uno degli investimenti più intelligenti che possiamo fare e genererà molti benefici", ha dichiarato Jessika Roswall.
Gli Stati membri devono applicare i requisiti e recepire le modifiche apportate alle tre direttive entro il 22 dicembre 2027.
Le norme UE sulle acque stabiliscono il quadro di protezione per le acque superficiali e le acque sotterranee, anche attraverso il monitoraggio degli inquinanti e attraverso standard di qualità ambientale.
L'aggiornamento arriva nel contesto della Strategia europea per la resilienza nel settore delle acque, attraverso la quale la Commissione mira a ridurre l'inquinamento, adattarsi alle pressioni climatiche e gestire in modo più efficiente le risorse idriche.
Includere PFAS, microplastiche e indicatori di resistenza antimicrobica riflette l'espansione delle preoccupazioni europee dai tradizionali inquinanti verso rischi emergenti per la salute, l'ambiente e gli ecosistemi acquatici.
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