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  2. UE

La Commissione Europea sta preparando regole comuni per le organizzazioni che segnalano contenuti illegali online

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29 maggio 2026, 13:31
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La Commissione Europea richiede osservazioni fino al 26 giugno 2026 su un progetto di orientamenti per i "trusted flaggers", le organizzazioni ufficialmente riconosciute per segnalare alle piattaforme contenuti illegali online. Il meccanismo è previsto dal Regolamento sui servizi digitali e obbliga le piattaforme a trattare con priorità queste segnalazioni, senza trasferire però all'organizzazione la responsabilità finale di decidere se un contenuto è illegale.

La Commissione Europea sta preparando orientamenti comuni per le organizzazioni che ricevono lo status di "trusted flagger" ai sensi del Regolamento sui servizi digitali, un meccanismo attraverso il quale le piattaforme online devono trattare con priorità le segnalazioni riguardanti contenuti illegali.

Il progetto mira a chiarire i criteri secondo cui i coordinatori nazionali per i servizi digitali concedono questo status, il modo in cui le piattaforme e le organizzazioni devono elaborare le segnalazioni e le garanzie necessarie affinché il sistema non venga abusato. La Commissione richiede osservazioni da piattaforme, organizzazioni già designate, candidati, ricercatori e organizzazioni della società civile fino al 26 giugno 2026, e gli orientamenti dovrebbero essere adottati nella seconda metà del 2026.


In breve


La Commissione Europea richiede feedback su alcuni orientamenti per il meccanismo dei "trusted flaggers" previsto dal Regolamento sui servizi digitali.

Le piattaforme online devono trattare con priorità le segnalazioni inviate da queste organizzazioni, ma rimangono responsabili di decidere se un contenuto è illegale.

Oltre 70 organizzazioni sono già state designate, con expertise in settori come frodi finanziarie, molestie online, materiali di abuso sessuale su minori, violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e altre forme di contenuto illegale.

Il progetto chiarisce l'indipendenza, l'obiettività, la responsabilità e le procedure di sospensione o revoca dello status.


Lo studio preparatorio della Commissione mostra che l'applicazione del meccanismo solleva problemi pratici, inclusa la mancanza di armonizzazione tra le autorità nazionali, la difficoltà di valutare l'indipendenza e la capacità limitata di alcune piccole organizzazioni.

Nel contesto del Regolamento sui servizi digitali, i "trusted flaggers" sono entità specializzate nella rilevazione, identificazione e segnalazione di contenuti illegali online. Lo status è concesso dai coordinatori nazionali per i servizi digitali, e le organizzazioni devono dimostrare expertise, indipendenza rispetto alle piattaforme e la capacità di agire in modo diligente, preciso e obiettivo.

Le segnalazioni inviate da queste organizzazioni devono essere elaborate rapidamente e con priorità dalle piattaforme online. La Commissione sottolinea però che le piattaforme mantengono la responsabilità di verificare le segnalazioni e di decidere se il materiale segnalato è illegale. Il meccanismo copre contenuti illegali, non qualsiasi tipo di contenuto problematico o contrario alle regole interne delle piattaforme.

Gli esempi indicati dalla Commissione mostrano la diversità dei settori interessati. Tra le organizzazioni già designate ci sono la Bank of Ireland, specializzata in frodi finanziarie, Someturva, che si occupa di molestie online, inclusa la distribuzione non consensuale di materiali intimi, e Child Focus, che lavora su materiali di abuso sessuale su minori.

Il progetto di orientamenti mira a ridurre le differenze tra le pratiche nazionali. I coordinatori per i servizi digitali devono decidere quali organizzazioni possono ricevere lo status, monitorare la loro attività e possono sospendere o revocare lo status se le segnalazioni sono insufficientemente precise, imprecise o poco fondate. La pagina della Commissione riguardante il meccanismo mostra che lo status è valido a livello dell'Unione Europea, in relazione a qualsiasi piattaforma online che rientra nell'ambito dell'articolo 22 del Regolamento sui servizi digitali.

La posta in gioco è doppia. Da un lato, la Commissione vuole che la segnalazione di contenuti illegali diventi più rapida e affidabile, soprattutto dove le organizzazioni specializzate hanno conoscenze che gli utenti comuni o i sistemi automatici non hanno. Dall'altro lato, il meccanismo deve evitare il rischio che organizzazioni private, pubbliche o commerciali acquisiscano un'influenza sproporzionata sulla moderazione dei contenuti online.

Lo studio preparatorio realizzato per la Commissione mostra che il meccanismo è ancora in una fase precoce e che le autorità nazionali, le piattaforme e le potenziali organizzazioni designate hanno richiesto orientamenti ufficiali per ridurre le incertezze. Lo studio identifica la mancanza di armonizzazione tra i coordinatori nazionali, le differenze riguardo ai requisiti di applicazione e alle procedure di valutazione, così come le incertezze riguardo alla sospensione e revoca dello status.

Una delle fasi più difficili è la valutazione dei candidati. Lo studio nota che le autorità nazionali hanno difficoltà a verificare l'expertise e l'indipendenza, soprattutto nel caso di organizzazioni di nuova creazione, di organismi pubblici, di titolari di diritti di proprietà intellettuale o di organizzazioni che hanno ricevuto finanziamenti dalle piattaforme.

Un altro problema è la capacità amministrativa. Le organizzazioni designate devono pubblicare rapporti annuali riguardanti le segnalazioni inviate, i tipi di contenuto segnalati e le azioni intraprese dalle piattaforme. Lo studio avverte che questo obbligo può diventare un onere per le piccole organizzazioni, in particolare per le ONG, se non esiste supporto tecnico, scambio di informazioni e finanziamenti adeguati.

Gli orientamenti includono anche garanzie per la libertà di espressione. La Commissione vuole che le organizzazioni designate rimangano indipendenti, obiettive e responsabili, e che lo status possa essere sospeso o revocato se il meccanismo viene utilizzato in modo improprio. Le organizzazioni dovranno pubblicare rapporti annuali di trasparenza, e i coordinatori nazionali avranno il compito di monitorare il rispetto dei criteri.

Per gli utenti, l'effetto pratico è che alcune segnalazioni di contenuti illegali dovrebbero arrivare più rapidamente di fronte alle piattaforme. Per le piattaforme, il meccanismo implica obblighi procedurali più chiari. Per la società civile, i ricercatori e le organizzazioni specializzate, lo status può offrire un modo ufficiale di intervento, ma anche obblighi di trasparenza e responsabilità.

Il Regolamento sui servizi digitali si applica ai servizi online utilizzati dai cittadini europei, incluse le piattaforme di social media, i mercati online, i negozi di applicazioni e le piattaforme di prenotazione. Il meccanismo dei "trusted flaggers" è una delle componenti attraverso cui l'UE cerca di rendere l'applicazione delle regole più rapida, più prevedibile e più controllabile, senza eliminare la responsabilità delle piattaforme per le proprie decisioni di moderazione.


https://2eu.brussels/ro/stiri/comisia-europeana-pregateste-reguli-comune-pentru-organizatiile-care-semnaleaza-continut-ilegal-online

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