La Commissione europea sta preparando una strategia per gli ordigni inesplosi presenti nei mari europei, che dovrebbe stabilire come tali rischi possano essere identificati, monitorati e rimossi. Iglika Yakova, direttrice aggiunta di unità presso la Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca, DG MARE, ha dichiarato alla Commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo che l'attività riguarda in particolare i bacini marittimi vulnerabili, a partire dal Mar Baltico, mentre il Mar Nero sarà affrontato in una fase successiva.
In breveLa Commissione sta preparando una strategia europea sugli ordigni inesplosi presenti sui fondali marini e sulle misure di rimozione.
Iglika Yakova ha indicato il Mar Baltico come una delle aree più vulnerabili e ha affermato che il Mar Nero dovrà essere affrontato in seguito.
La strategia è in fase di preparazione. In sede SEDE, la Commissione non ha annunciato un bilancio, un'operazione di sminamento o un calendario separato per il Mar Nero.
La strategia dell'UE per la sicurezza marittima include già la rimozione dei rischi provocati da ordigni e mine inesplosi tra gli ambiti in cui l'Unione deve intervenire.
La guerra della Russia contro l'Ucraina ha aggiunto mine marine e altre minacce nel Mar Nero, oltre ai problemi storici già esistenti in altri bacini marittimi europei.
Yakova ha presentato l'iniziativa nell'ambito di un dibattito SEDE sulla sicurezza marittima europea, il monitoraggio degli oceani e la protezione delle infrastrutture marittime. Ha affermato che l'esecutivo europeo sta preparando una strategia dedicata agli ordigni inesplosi e alla loro rimozione, collegando tale attività alla necessità di un approccio differenziato per i bacini marittimi in cui i rischi sono maggiori.
La formulazione utilizzata dalla rappresentante della DG MARE è importante per comprendere lo stato dell'iniziativa. La Commissione non ha annunciato una nuova missione operativa di sminamento né un programma europeo finanziato per la rimozione degli ordigni dal Mar Nero. Si tratta di una strategia in fase di preparazione, che dovrà stabilire come l'UE possa coordinare la valutazione del rischio, la sorveglianza e le eventuali misure di rimozione.
Il problema non è nuovo per l'Europa. Grandi quantità di munizioni convenzionali, munizioni chimiche e altri materiali pericolosi sono rimaste in alcuni mari europei dopo la Prima e la Seconda guerra mondiale. In alcune aree, l'ubicazione esatta, la quantità e lo stato di tali materiali non sono documentati completamente, il che complica la valutazione del rischio.
Gli ordigni inesplosi possono influire contemporaneamente su diverse attività. Rappresentano un pericolo per la navigazione e gli equipaggi, possono danneggiare la pesca e gli ecosistemi marini e complicano l'installazione o la manutenzione delle infrastrutture offshore, inclusi cavi sottomarini, condotte e impianti energetici.
La strategia riveduta dell'UE per la sicurezza marittima tratta esplicitamente gli ordigni e le mine inesplosi come un rischio da gestire. Il quadro europeo prevede il miglioramento della conoscenza della situazione marittima, la protezione delle infrastrutture critiche e lo sviluppo di strumenti attraverso i quali gli Stati e le istituzioni europee possano identificare e ridurre i rischi nell'ambiente marino.
Il Mar Baltico è un caso particolare a causa delle quantità di munizioni storiche depositate o abbandonate dopo le guerre mondiali. In alcune aree sono presenti anche munizioni chimiche e il progressivo deterioramento dei contenitori e dei proiettili può creare ulteriori rischi per l'ambiente marino e per le attività economiche.
Yakova ha affermato che la strategia in preparazione deve guardare proprio a bacini vulnerabili di questo tipo e ha menzionato il Mar Baltico prima del Mar Nero. La dichiarazione non stabilisce tuttavia che il Mar Nero entrerà in un programma a una data precisa, né che la priorità geografica sia già stata formalmente adottata. Descrive la direzione di lavoro prevista dai servizi della Commissione.
Per il Mar Nero, il problema ha una natura diversa. Oltre agli eventuali rischi storici, la guerra della Russia contro l'Ucraina ha portato alla comparsa di mine marine e altre munizioni associate al conflitto. Il Consiglio dell'UE osserva esplicitamente che la guerra ha aggravato il problema degli ordigni inesplosi in Europa a causa della presenza di mine nel Mar Nero.
Ciò fa sì che la rimozione non sia soltanto una questione ambientale o di bonifica postbellica. Le mine e gli ordigni inesplosi incidono sulla libertà e sulla sicurezza della navigazione, sull'attività dei porti e sul trasporto commerciale, nonché sull'uso sicuro delle infrastrutture marittime.
La strategia sugli ordigni inesplosi si inserisce in un quadro europeo più ampio. La strategia dell'UE per la sicurezza marittima, riveduta nel 2023, include la protezione delle infrastrutture marittime critiche, il miglioramento della sorveglianza, la cooperazione con la NATO e i partner internazionali e la risposta alle minacce ibride e di sicurezza che interessano lo spazio marittimo.
Nella stessa audizione in sede SEDE, i rappresentanti della Commissione e del Servizio europeo per l'azione esterna hanno discusso anche dello sviluppo della capacità europea di osservazione e monitoraggio degli oceani. Ocean Eye è presentato come uno strumento per riunire le informazioni su ciò che accade in mare e fornire un quadro più coerente alle autorità responsabili della risposta agli incidenti.
L'iniziativa non deve tuttavia essere confusa con la strategia sugli ordigni inesplosi. Ocean Eye riguarda più ampiamente l'osservazione e la consapevolezza della situazione marittima, mentre la nuova strategia menzionata da Yakova dovrebbe concentrarsi su una categoria specifica di rischio e sulle misure di rimozione.
La Commissione e l'Alto rappresentante devono presentare nel 2026 anche la relazione sui progressi nell'attuazione della Strategia dell'UE per la sicurezza marittima. Il quadro europeo prevede questa valutazione tre anni dopo l'approvazione della strategia riveduta da parte del Consiglio, e la relazione dovrebbe alimentare la fase successiva di attuazione.
Yakova ha indicato in sede SEDE che la relazione sull'attuazione della strategia di sicurezza marittima doveva essere presentata e adottata in ottobre, dopodiché la presidenza del Consiglio avrebbe dovuto preparare le conclusioni. La dichiarazione colloca la discussione sugli ordigni inesplosi in un processo più ampio di aggiornamento del modo in cui l'UE affronta le minacce marittime.
Per il Mar Nero, il prossimo elemento da seguire è la forma concreta della strategia e il modo in cui la Commissione definirà l'ambito geografico, le responsabilità, gli strumenti tecnici e le fonti di finanziamento. Per il momento, l'annuncio in Parlamento conferma l'inclusione del Mar Nero nella prospettiva di lavoro della Commissione, ma non costituisce ancora una decisione su un'operazione europea di sminamento.
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