La Commissione Europea sta lavorando a raccomandazioni riguardanti l'uso responsabile dell'intelligenza artificiale nelle elezioni, nell'ambito del European Democracy Shield. Daniel Fleischer-Ambrus, rappresentante della DG JUST, ha dichiarato durante un workshop STOA al Parlamento Europeo che l'esecutivo europeo sta analizzando sia i rischi dell'IA per l'integrità delle informazioni, inclusi i deepfake e la manipolazione, sia i possibili usi positivi, dal supporto alla gestione dei processi elettorali fino all'informazione degli elettori.
La Commissione Europea sta preparando raccomandazioni riguardanti l'uso responsabile dell'intelligenza artificiale nelle elezioni, come parte del European Democracy Shield, il pacchetto attraverso il quale l'esecutivo europeo intende rafforzare la democrazia di fronte alla manipolazione delle informazioni, ai rischi digitali e alle pressioni sui processi elettorali. Daniel Fleischer-Ambrus, rappresentante della DG JUST, ha affermato durante un workshop STOA al Parlamento Europeo che l'IA può creare minacce per l'integrità delle informazioni, ma può anche avere usi positivi nella gestione e spiegazione delle elezioni.
Le raccomandazioni preparate dalla Commissione dovrebbero essere sviluppate attraverso la rete europea di cooperazione in materia elettorale, che riunisce le autorità degli Stati membri coinvolti nell'organizzazione delle elezioni. Fleischer-Ambrus ha detto che la novità portata dal European Democracy Shield è la creazione di gruppi di lavoro dedicati, incluso uno riguardante l'uso responsabile dell'IA nelle elezioni. In sintesi La Commissione Europea sta lavorando a raccomandazioni riguardanti l'uso responsabile dell'intelligenza artificiale nelle elezioni. L'iniziativa fa parte del European Democracy Shield, la comunicazione della Commissione e dell'Alto Rappresentante riguardante il rafforzamento della democrazia. La rete europea di cooperazione in materia elettorale, esistente dal 2019, sarà utilizzata per i dialoghi con le autorità nazionali. La Commissione analizza sia i rischi dell'IA per l'integrità delle informazioni, sia i possibili usi positivi nei processi elettorali. Tra i rischi menzionati nel dibattito ci sono i deepfake, la manipolazione delle informazioni e l'uso dell'IA contro i candidati o i rappresentanti eletti.
Il European Democracy Shield ha tre direzioni principali, secondo le spiegazioni fornite al Parlamento Europeo da Fleischer-Ambrus. La prima riguarda la protezione dell'integrità dello spazio informativo, la seconda si concentra sulle istituzioni democratiche, sulle elezioni libere e corrette e sulla stampa indipendente, mentre la terza mira alla resilienza democratica della società, inclusa la partecipazione dei cittadini.
Nel settore elettorale, la Commissione utilizza la rete europea di cooperazione in materia di elezioni, creata nel 2019, per il dialogo con le autorità nazionali. Fleischer-Ambrus ha spiegato che, a livello degli Stati membri, le autorità coinvolte nell'organizzazione delle elezioni formano le reti nazionali, e alcuni rappresentanti sono portati a livello europeo per cooperazione e scambio di pratiche.
Le raccomandazioni riguardanti l'IA nelle elezioni saranno uno strumento di soft law, non una nuova legge europea. Fleischer-Ambrus ha affermato che in alcuni settori l'Unione Europea dispone di strumenti legislativi rigidi, mentre in altri può utilizzare strumenti più flessibili, completando il quadro esistente, incluso l'AI Act.
La Commissione ha lanciato, secondo la sua dichiarazione, un sondaggio tra aprile e maggio e ha organizzato gruppi di discussione per alimentare i lavori riguardanti questa raccomandazione. Fleischer-Ambrus ha detto che la discussione deve essere condotta non solo con gli Stati membri, ma anche con un cerchio più ampio di attori coinvolti nei processi elettorali e nelle tecnologie digitali.
La posta in gioco non è solo limitare i rischi. Fleischer-Ambrus ha affermato che l'IA è spesso discussa come una minaccia per l'integrità delle informazioni, ma che nel campo elettorale possono esserci anche usi positivi, inclusi per rafforzare i processi di conteggio dei voti o per informare gli elettori.
Questa parte è sensibile, poiché l'informazione degli elettori tramite l'IA può creare anche nuovi rischi. Fleischer-Ambrus ha menzionato esplicitamente lo scenario in cui i bot basati su IA potrebbero fornire informazioni elettorali, un'area in cui la Commissione sta lavorando insieme ai colleghi dell'AI Office.
Il European Democracy Shield include anche un gruppo di lavoro riguardante la sicurezza dei candidati politici e dei rappresentanti eletti. Fleischer-Ambrus ha affermato che l'IA e i deepfake fanno sempre più parte di questa sfida, nelle condizioni in cui gli strumenti digitali possono essere utilizzati per intimidazione, manipolazione o compromissione degli attori politici.
Il dibattito STOA ha collocato questa discussione in un contesto più ampio sulla democrazia digitale. Brando Benifei, eurodeputato STOA e ospite del workshop, ha affermato che l'Unione Europea deve discutere non solo della democratizzazione delle tecnologie digitali, ma anche della "digitalizzazione della democrazia", cioè di come l'IA e gli strumenti digitali possono aiutare le istituzioni ad ascoltare meglio i cittadini, spiegare i processi pubblici e creare canali di partecipazione senza sostituire la democrazia rappresentativa.
Christian Ehler, presidente dello STOA, ha attirato l'attenzione sul fatto che il problema non è ipotetico. Ha detto che alcune consultazioni online della Commissione sono già state inondate da bot, e le istituzioni non possono sempre stabilire se le interazioni provengano da cittadini europei reali o da bot stranieri, motivati da interessi commerciali o politici.
Gerasimos Mylonas, rappresentante dell'EU AI Office, ha spiegato nel secondo panel che l'AI Act non menziona direttamente la partecipazione civica, ma modella lo spazio pubblico digitale attraverso divieti, classificazioni di rischio e l'articolo riguardante l'alfabetizzazione dell'IA. Ha sottolineato che l'alfabetizzazione dell'IA è già applicabile e che l'Unione Europea ha scelto di includerla nella legge, non solo in una strategia o in una linea di finanziamento.
Per le elezioni, la combinazione tra il European Democracy Shield e l'AI Act crea un quadro in cui la Commissione cerca di rispondere simultaneamente a due realtà. L'IA può amplificare la manipolazione, i deepfake e gli attacchi alla fiducia pubblica, ma può anche essere utilizzata per processi amministrativi più efficienti e per un migliore accesso alle informazioni elettorali, se ci sono garanzie, trasparenza e controllo umano.
https://2eu.brussels/ro/stiri/comisia-europeana-pregateste-recomandari-privind-folosirea-inteligentei-artificiale-in-alegeri
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