La consultazione include le detrazioni per le autovetture utilizzate nell’attività economica e rimane aperta fino al 4 novembre 2026. La revisione prende avvio da un sistema che già tassa, a determinate condizioni, il margine dei commercianti di beni di seconda mano e nel quale la distruzione dei beni può incidere sulla detrazione dell’IVA.
La Commissione europea chiede proposte per adattare l’imposta sul valore aggiunto all’economia circolare, attraverso una consultazione che riguarda la rivendita dei beni, la distruzione di prodotti ancora utilizzabili e le autovetture utilizzate nell’attività economica. L’iniziativa prepara una possibile modifica della direttiva IVA, con l’obiettivo dichiarato di sostenere i modelli di business circolari e un’economia a basse emissioni.
In breve
1.La Commissione analizza tre ambiti distinti, dal trattamento dei beni di seconda mano e dei prodotti distrutti fino alla detrazione dell’IVA per le autovetture utilizzate nell’attività economica. L’obiettivo dichiarato è adattare la fiscalità all’economia circolare e a basse emissioni.
2.I commercianti idonei possono già applicare il regime del margine per determinati beni di seconda mano. La scelta produce effetti anche sulla fattura e sulla possibilità per l’acquirente professionale di detrarre l’IVA.
3.Per i beni distrutti, il mantenimento della detrazione dell’IVA dipende dalle condizioni applicabili. La Corte di giustizia ha richiesto, nel caso esaminato nel 2023, la prova della distruzione e la perdita oggettiva di qualsiasi utilità dei beni per l’attività economica.
4.Il termine per la presentazione dei contributi è il 4 novembre 2026. La valutazione e l’analisi d’impatto sono attese all’inizio del 2027 e prepareranno una proposta legislativa, senza che questa fase modifichi gli obblighi fiscali esistenti.
Per i commercianti di beni di seconda mano, una delle regole già esistenti riguarda l’importo sul quale viene calcolata l’IVA. Il regime speciale del margine consente, quando sono soddisfatte le condizioni di applicazione, di tassare il margine del commerciante invece dell’intero prezzo di rivendita. Il sistema è obbligatorio per gli Stati membri, mentre il suo utilizzo è facoltativo per i commercianti idonei.
La differenza ha conseguenze anche per l’acquirente. L’amministrazione fiscale dei Paesi Bassi spiega il meccanismo attraverso beni quali autovetture usate, abiti e libri acquistati senza IVA. Nel regime del margine, l’IVA non è indicata separatamente in fattura e un’impresa che acquista il bene in questo modo non può detrarre l’imposta relativa all’acquisto. Il commerciante può optare, per una vendita, per il regime ordinario, nel qual caso applica l’IVA al prezzo di vendita e la indica in fattura.
Per i beni distrutti, la questione fiscale può riguardare l’IVA che l’impresa ha detratto al momento dell’acquisto. La rettifica della detrazione significa ricalcolare tale diritto, il che può obbligare l’impresa a restituire una parte dell’imposta detratta. Proprio un simile obbligo è stato contestato dall’operatore bulgaro di telecomunicazioni BTK, dopo la cancellazione dai registri di alcune apparecchiature e beni divenuti inadatti all’uso o alla vendita. Alcuni sono stati venduti come rifiuti, mentre altri sono stati distrutti o smaltiti. La causa esaminata dalla Corte di giustizia.
Nella sentenza del 4 maggio 2023, la Corte di giustizia dell’UE ha stabilito che la distruzione volontaria di alcuni beni cancellati dai registri non impone la rettifica della detrazione se la distruzione è adeguatamente comprovata o confermata e i beni hanno perso oggettivamente qualsiasi utilità per l’attività economica dell’impresa. Tali condizioni delimitano la soluzione della Corte. L’attuale consultazione riguarda tuttavia anche la distruzione di prodotti ancora utilizzabili, cosicché la loro situazione non può essere automaticamente considerata identica a quella oggetto della sentenza. La sentenza della Corte.
Nel caso delle autovetture utilizzate nell’attività economica, la Commissione esamina le regole relative alla detrazione dell’IVA. Queste stabiliscono a quali condizioni può essere recuperata l’imposta sostenuta per gli acquisti, in relazione all’utilizzo dei beni per operazioni imponibili. Si tratta di una questione diversa dalla determinazione dell’aliquota IVA applicabile alla vendita di un’automobile; la consultazione non concede alle imprese una nuova percentuale di detrazione.
I contributi possono essere inviati entro il 4 novembre 2026, anche da PMI, organizzazioni imprenditoriali, autorità fiscali, ricercatori e cittadini. La valutazione delle norme esistenti e l’analisi d’impatto si svolgono parallelamente e dovrebbero concludersi all’inizio del 2027. I risultati dovranno fornire la base per una proposta legislativa, pertanto questo calendario riguarda la preparazione delle modifiche, non l’applicazione di nuove imposte.
La Commissione colloca l’iniziativa nel quadro della preparazione del futuro atto europeo sull’economia circolare. Il quadro comune dell’IVA continua a essere applicato attraverso le legislazioni nazionali, mentre gli Stati membri sono responsabili del recepimento e dell’applicazione della direttiva sul proprio territorio.
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