Il commissario europeo Andrius Kubilius avverte che l'attuale quadro giuridico dell'Unione potrebbe non essere adattato alle nuove realtà di sicurezza e apre il dibattito sulla necessità di riforme istituzionali e giuridiche nella politica di difesa.
Il commissario europeo Andrius Kubilius ha dichiarato che l'attuale quadro giuridico dell'Unione Europea non è sufficiente per rispondere alle nuove esigenze di sicurezza e difesa, nelle condizioni in cui l'Europa potrebbe dover assumere un ruolo più importante nella propria difesa. Le dichiarazioni sono state fatte nel corso di una conferenza dedicata al servizio giuridico della Commissione Europea.
In breve
Il commissario Kubilius afferma che i trattati UE non sono sufficienti per la difesa dell'Europa.
I cambiamenti nella NATO e il ruolo degli Stati Uniti impongono una maggiore responsabilità per l'Europa.
Si sta considerando la creazione di un'Unione Europea della Difesa, anche attraverso un nuovo trattato.
Si discutono opzioni come un esercito europeo e strutture comuni di comando.
La cooperazione potrebbe includere stati al di fuori dell'UE, come il Regno Unito, la Norvegia e l'Ucraina.
Kubilius ha messo in discussione la capacità dei trattati attuali di sostenere una difesa europea efficace, nel contesto in cui sono stati concepiti in un periodo caratterizzato da stabilità e cooperazione multilaterale. Ha sottolineato che le nuove realtà impongono una rivalutazione del modo in cui sono organizzate le istituzioni e i meccanismi decisionali nel campo della difesa.
Nella sua intervento, il commissario ha ripreso l'idea che l'Europa deve essere pronta a "combattere come Europa, non solo come una combinazione di 27 stati", ponendo l'accento sulla necessità di una responsabilità collettiva più chiara nel campo della difesa.
Il contesto di queste dichiarazioni è legato agli sviluppi all'interno della NATO e ai cambiamenti nella posizione degli Stati Uniti. I funzionari americani hanno indicato un passaggio da un modello di difesa centrato sugli Stati Uniti a uno in cui gli stati europei dovrebbero assumere una parte maggiore della responsabilità per la sicurezza del continente.
Kubilius ha sollevato una serie di domande riguardo al futuro dell'architettura di sicurezza europea, incluso il ruolo dei trattati attuali, la relazione tra gli obblighi dell'UE e quelli della NATO e la capacità dell'Unione di sviluppare strutture proprie di difesa. Tra le opzioni menzionate ci sono la creazione di una forza europea di reazione rapida, un comando militare comune e lo sviluppo di meccanismi di coordinamento politico a livello elevato.
Inoltre, il commissario ha fatto riferimento alla possibilità di una cooperazione estesa che includa stati al di fuori dell'Unione Europea, come il Regno Unito, la Norvegia e l'Ucraina, nell'ambito di una futura Unione Europea della Difesa.
In conclusione, Kubilius ha affermato che "l'attuale struttura giuridica e costituzionale della difesa europea non è sufficiente per le esigenze di sicurezza dell'Unione", suggerendo la necessità di un nuovo quadro legale adattato a queste esigenze.
La politica di sicurezza e difesa dell'Unione Europea è attualmente regolata dal Trattato sull'Unione Europea, che stabilisce che la difesa rimane principalmente responsabilità degli stati membri, mentre il ruolo dell'UE è limitato alla cooperazione e al supporto.
Parallelamente, la NATO rimane il principale quadro per la difesa collettiva dell'Europa, ma gli sviluppi recenti indicano una possibile crescita del ruolo dell'Unione in questo campo, in particolare nel contesto delle tensioni geopolitiche e della guerra in Ucraina.
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