La Banca Centrale Europea presenta l'euro digitale come una risposta alla dipendenza della zona euro da infrastrutture di pagamento non europee e uno strumento di resilienza per i pagamenti quotidiani, in un momento in cui i preparativi legislativi e tecnici entrano in una fase più avanzata.
La Banca Centrale Europea rafforza anche l'argomentazione pubblica a favore dell'euro digitale, presentando il progetto come uno strumento di sovranità economica, resilienza e continuità dei pagamenti nella zona euro. In una presentazione tenutasi il 21 marzo, il membro del Comitato Esecutivo della BCE, Piero Cipollone, ha sostenuto che la dipendenza dell'Europa da schemi internazionali di carte e il trasferimento dei pagamenti nell'ambiente online crea una nuova pressione per l'introduzione di una forma digitale di denaro pubblico.
In breve
La BCE afferma che l'euro digitale è necessario per ridurre la dipendenza dell'Europa da infrastrutture di pagamento non europee.
L'istituzione presenta l'euro digitale come una forma digitale del contante, complementare ai soldi in contante, disponibile per pagamenti online e offline.
La BCE sostiene che il progetto porterebbe benefici ai consumatori, ai commercianti e ai fornitori di servizi di pagamento.
Un pilota di 12 mesi è pianificato per la seconda metà del 2027, ma la decisione riguardante l'emissione dell'euro digitale sarà presa solo dopo l'adozione della legislazione.
Il messaggio chiave della BCE parte dalla struttura attuale del mercato dei pagamenti al dettaglio in Europa. Secondo i dati presentati da Cipollone, 15 dei 21 paesi non hanno una soluzione interna utilizzata in modo significativo per pagamenti digitali nei negozi, e quasi due terzi delle transazioni con carta nella zona euro sono elaborate da schemi internazionali di carte. In questa logica, la BCE sostiene che l'euro digitale offrirebbe un'opzione di pagamento aggiuntiva valida in tutta la zona euro, per tutte le situazioni d'uso.
L'istituzione collega questo argomento alla trasformazione del comportamento di pagamento dei consumatori. Nella presentazione, l'euro digitale è definito come una forma digitale del contante, e il suo ruolo è descritto attraverso tre funzioni principali: completamento del contante, libertà di scelta tra contante e pagamenti digitali e mantenimento dell'accesso ai soldi pubblici quando i pagamenti si spostano sempre più online. Un grafico della presentazione mostra che la Finlandia è uno dei paesi in prima linea nell'adozione dei pagamenti digitali, illustrazione utilizzata dalla BCE per sostenere l'idea che i soldi pubblici devono seguire questo spostamento nell'ambiente digitale.
Piero Cipollone ha formulato esplicitamente anche l'argomento dell'autonomia strategica. "L'urgenza di mantenere la resilienza e l'autonomia delle infrastrutture critiche dell'Europa è chiara. Garantire l'autonomia strategica e la resilienza nei pagamenti quotidiani è altrettanto urgente", ha affermato il funzionario della BCE.
La BCE cerca di ampliare la base di sostegno per il progetto presentando un insieme di benefici distinti per ogni categoria di utenti. Per i consumatori, l'istituzione invoca la libertà di scelta, la protezione della vita privata e dei dati, nonché un mezzo di pagamento digitale inclusivo e accessibile. Per i commercianti, l'accento è posto su commissioni più basse e un maggiore potere di negoziazione, in particolare per le piccole imprese, così come sulla riscossione istantanea dei fondi. Per i fornitori di servizi di pagamento, la BCE parla del mantenimento delle relazioni con i clienti e di una remunerazione equa garantita dal modello di compensazione. La presentazione aggiunge che l'euro digitale sarebbe disponibile sia online che offline, inclusi i casi di connettività limitata o interruzioni di corrente.
Un altro elemento importante della presentazione è il modello di implementazione proposto. La BCE descrive l'euro digitale come un partenariato pubblico-privato in cui le soluzioni interne e regionali adotterebbero gli standard dell'euro digitale e otterrebbero un'estensione paneuropea senza investimenti massicci aggiuntivi. In questo modello, l'euro digitale funzionerebbe come un'infrastruttura comune europea per pagamenti digitali, su cui gli attori esistenti potrebbero costruire servizi e prodotti compatibili.
Dal punto di vista tecnico, l'Eurosistema sta preparando un pilota di 12 mesi che dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027, in un ambiente controllato, ma con transazioni reali. Parteciperanno un numero limitato di fornitori di servizi di pagamento, commercianti e membri del personale dell'Eurosistema, e la selezione dei fornitori dovrebbe iniziare nel primo trimestre del 2026. La BCE afferma che il pilota testerà quattro scenari: transazioni online da persona a persona utilizzando un alias o un numero di accesso, transazioni offline da persona a persona tramite comunicazione in campo vicino, pagamenti online al punto vendita tramite comunicazione in campo vicino e pagamenti online nel commercio elettronico o mobile utilizzando un alias o un numero di accesso. Gli obiettivi sono verificare la preparazione prima della scalabilità, migliorare la proposta di valore, adattare la strategia di lancio e prepararsi per un'eventuale introduzione sul mercato.
Tuttavia, la BCE mantiene una chiara distinzione tra la preparazione del progetto e la decisione di emissione vera e propria. L'istituzione precisa che la decisione riguardante il lancio dell'euro digitale sarà analizzata dal Consiglio dei governatori solo dopo l'adozione della legislazione. Allo stesso tempo, la BCE accoglie con favore l'accordo raggiunto dal Consiglio dell'Unione Europea sulla sua posizione di negoziazione riguardo al regolamento proposto, i contributi di diversi Stati membri, inclusa la Finlandia, e i dibattiti nel Parlamento Europeo, dove una posizione conclusiva è attesa per maggio.
Il contesto più ampio della presentazione è la fase avanzata dei preparativi per l'euro digitale, dopo la chiusura della fase di preparazione descritta dalla BCE nel 2025 e sullo sfondo dell'accelerazione della discussione legislativa a livello del Consiglio e del Parlamento Europeo. La presentazione di Cipollone mostra che la BCE cerca di ridefinire il progetto non solo come strumento di modernizzazione dei pagamenti, ma anche come risposta alle dipendenze esterne dell'Europa, alla rapida digitalizzazione dei pagamenti al dettaglio e alla necessità che i soldi pubblici rimangano presenti in un'economia sempre più digitale.
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