Andrius Kubilius collega la sicurezza degli approvvigionamenti militari alla capacità delle raffinerie e al trasporto dei carburanti in caso di crisi. Chiede di esaminare l’estensione verso est del sistema di condotte CEPS, una rete NATO operativa in cinque Paesi dell’Europa occidentale. La dichiarazione non annuncia un progetto di costruzione approvato.
Il commissario europeo per la difesa e lo spazio, Andrius Kubilius, ha chiesto mercoledì 28 ottobre di esaminare l’estensione del sistema centroeuropeo di condotte per carburanti verso il fianco orientale, per migliorare gli approvvigionamenti militari. È intervenuto dopo il primo dialogo ad alto livello della Commissione europea con l’industria della raffinazione. La rete citata appartiene ai sistemi logistici della NATO e la dichiarazione non includeva un bilancio, un tracciato o un calendario di costruzione approvati.
In breve
Andrius Kubilius chiede di analizzare l’estensione della rete centroeuropea di condotte verso il fianco orientale per migliorare gli approvvigionamenti militari. Non ha presentato un tracciato, un bilancio o un calendario di costruzione approvati.
Il CEPS è una rete NATO, con infrastrutture in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Serve anche clienti civili, ma gli approvvigionamenti militari hanno la priorità.
Il commissario ha indicato quattro priorità: produzione sufficiente, raffinerie competitive, trasporto dei carburanti in caso di crisi e protezione delle infrastrutture critiche.
Kubilius ha richiamato la necessità di spostare e sostenere 100.000 militari nei primi dieci giorni di una crisi, secondo il modello delle forze NATO, per spiegare la pressione sulla logistica.
L’intervento ha seguito il dialogo della Commissione con le raffinerie del 28 ottobre. Interrogato sulla durata delle scorte militari, Kubilius non ha fornito una stima e ha precisato che i livelli delle riserve non sono pubblici.
Kubilius ha presentato quattro priorità: capacità sufficienti di produzione dei carburanti, mantenimento di un settore della raffinazione competitivo, trasporto dei carburanti in situazioni di crisi e protezione delle infrastrutture critiche. Il suo messaggio è che la disponibilità dei prodotti all’uscita delle raffinerie non è sufficiente se questi non possono essere consegnati alle forze armate quando aumenta la domanda o si verificano perturbazioni.
Il Central Europe Pipeline System (CEPS), sviluppato durante la Guerra fredda, è una rete NATO che collega raffinerie, depositi, aeroporti e altri punti logistici. Secondo la presentazione ufficiale della NATO, l’infrastruttura si trova in Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. La sua gestione coinvolge gli Stati partecipanti e l’Agenzia NATO di supporto e approvvigionamento (NSPA). La richiesta del commissario di esaminare l’estensione verso est non equivale a una decisione di queste istituzioni di costruire nuove condotte.
Il CEPS serve anche aeroporti civili e altri clienti commerciali. La NATO precisa tuttavia che gli approvvigionamenti militari hanno la priorità, anche nei contratti per l’uso civile del sistema. Le condotte sono integrate da depositi e dal trasporto ferroviario e stradale, necessario anche per gli impianti non collegati direttamente alla rete.
Per illustrare l’ampiezza della domanda in caso di crisi, Kubilius ha richiamato il modello delle forze della NATO e la necessità di spostare e sostenere 100.000 militari nei primi dieci giorni. La cifra è stata utilizzata come argomento per la pianificazione della produzione e del trasporto dei carburanti, non come annuncio di una mobilitazione in corso o di una quantità concreta di carburante ordinata.
Il commissario ha sostenuto che le forze armate continueranno ad aver bisogno di carburanti fossili tradizionali negli anni a venire. Al contempo, nella presentazione delle priorità, ha incluso i carburanti sostenibili per l’aviazione nella prospettiva a lungo termine e ha chiesto che la trasformazione dell’industria della raffinazione sia compatibile con il mantenimento delle capacità produttive e della competitività.
Interrogato durante la conferenza stampa su quanto a lungo sarebbero sufficienti le scorte militari europee, Kubilius ha risposto che i livelli delle riserve non sono pubblici. Ha affermato che attualmente gli approvvigionamenti sono disponibili, ma che una crisi potrebbe aumentare fortemente la domanda militare, rendendo necessario poter incrementare rapidamente la produzione e disporre di riserve. Non ha indicato un numero di giorni o settimane di autonomia militare.
Il dialogo del 28 ottobre è stato copresieduto da Kubilius e dal commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, Dan Jørgensen, con la partecipazione dell’industria e della NATO. La Commissione ha annunciato la prosecuzione dei lavori sulla produzione, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla trasformazione del settore, anche attraverso una tabella di marcia comune con l’industria. Questa attività e le discussioni sulla logistica militare rappresentano fasi di preparazione delle politiche; l’intervento di Kubilius non ha stabilito l’ubicazione, il finanziamento o la tempistica di un’estensione del CEPS.
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