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Un rapporto recente dell'Istituto per l'Acqua, l'Ambiente e la Salute dell'Università delle Nazioni Unite sottolinea che, fino al 2030, i data center che supportano l'intelligenza artificiale consumeranno una quantità d'acqua equivalente al fabbisogno annuale di 1,3 miliardi di persone. I ricercatori hanno constatato che l'impatto ambientale dello sviluppo dell'infrastruttura AI è spesso valutato in modo errato, concentrandosi sulle emissioni di carbonio, ma ignorando il consumo d'acqua e l'uso del suolo.
I costi di inferenza, che rappresentano l'80-90% del consumo totale di energia, sono significativi, e l'impronta idrica dell'AI richiederà 9,3 trilioni di litri d'acqua. Paradossalmente, l'efficienza energetica della tecnologia AI potrebbe portare a un utilizzo più intensivo, aumentando così l'impronta totale sull'ambiente. Il rapporto avverte che, nonostante i progressi tecnologici, l'impatto ambientale dell'intelligenza artificiale continuerà a crescere.
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