La Repubblica di Moldova è stata retrocessa nel ranking globale della democrazia realizzato dall'Economist Intelligence Unit, perdendo lo status di 'democrazia imperfetta' e venendo classificata nella categoria 'regimi ibridi' per l'anno 2025. Questo cambiamento segnala un significativo arretramento degli standard democratici, nonostante la retorica pro-europea delle autorità di Chisinau. Il rapporto annuale Democracy Index evidenzia che, sebbene il governo guidato da Maia Sandu sostenga le riforme e l'avvicinamento all'Unione Europea, le evoluzioni istituzionali non confermano i progressi annunciati. Nel contesto globale, altri stati, come la Romania e il Senegal, hanno fatto progressi nei ranking democratici, mentre la Moldova affronta gravi problemi strutturali, inclusa la pressione sull'opposizione e vulnerabilità nell'organizzazione delle elezioni.
Sebbene non sia stata classificata tra i regimi autoritari, il nuovo status riflette una democrazia disfunzionale e rischi di ulteriore degrado. Gli esperti sottolineano la necessità di riforme strutturali profonde per prevenire una deriva verso l'autoritarismo. L'Indice della Democrazia analizza 167 stati sulla base di 60 indicatori, rappresentando uno strumento importante per valutare la qualità della democrazia.
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