A pochi giorni dai dibattiti in Parlamento, il ministro ad interim della Difesa, Radu Miruță, ha annunciato che l’USR farà opposizione e non voterà il Governo proposto dal premier designato Luca Niculescu, che ha definito «un governo della vergogna». Ha sostenuto che diversi ministri del PSD proposti avrebbero «gravi problemi di legalità e moralità» e ha avvertito che l’USR seguirà le decisioni dell’Esecutivo, respingendo il ritorno alle «raccomandazioni» e agli accordi «a porte chiuse». Miruță ha indicato in modo particolare Marian Neacșu, proposto come vicepremier e ministro dell’Interno, ricordando che dieci anni fa è stato condannato in via definitiva per conflitto di interessi (successivamente riabilitato), e ha criticato la decisione del PNL di votare il nuovo governo.
Parallelamente, il Comitato politico dell’USR ha deciso all’unanimità che i parlamentari del partito voteranno contro l’investitura del gabinetto di Luca Niculescu, motivando la posizione con la presenza dei ministri designati dal PSD e con il rifiuto di una maggioranza sostenuta dall’AUR. Questo confronto si svolge sullo sfondo di una crisi politica innescata il 20 aprile, dopo il ritiro del sostegno del PSD al Governo di Ilie Bolojan, dimesso il 5 maggio, e il successivo fallimento di diverse candidature prima che Luca Niculescu fosse designato il 5 ottobre.