La Corte d’Appello di Bucarest ha respinto martedì 29 settembre 2026, in quanto inammissibile, la richiesta dell’Associazione degli Italiani di Romania (RO.AS.IT) di sospendere il decreto con cui il presidente Nicușor Dan ha designato Siegfried Mureșan candidato alla carica di primo ministro.
Il tribunale ha accolto l’eccezione di inammissibilità sollevata dall’Amministrazione presidenziale e ha respinto l’azione relativa alla sospensione dell’esecuzione del Decreto 770/2026. Allo stesso tempo, la Corte ha accolto l’eccezione relativa al difetto di legittimazione passiva della Regia autonoma „Monitorul Oficial”. La decisione può essere impugnata con ricorso entro cinque giorni dalla comunicazione.
Il procedimento è stato avviato il 22 settembre da RO.AS.IT, organizzazione guidata dalla deputata non affiliata Ioana Grosaru. L’associazione ha citato in giudizio l’Amministrazione presidenziale e il Monitorul Oficial, ed è stata rappresentata dall’ex parlamentare Andi Grosaru.
L’udienza si è svolta lunedì, mentre la pronuncia è stata rinviata a martedì. L’ex giudice Cristi Dănileț ha sostenuto che i decreti presidenziali emessi come atti di potere costituzionale non possono essere contestati davanti alla giurisdizione ordinaria.
L’iniziativa di RO.AS.IT è stata criticata anche da 11 organizzazioni della comunità italiana in Romania, che hanno dichiarato che la posizione di una sola associazione non rappresenta l’intera comunità.
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