I comuni che accetteranno la fusione volontaria potrebbero beneficiare di agevolazioni fiscali e avere la priorità nell’accesso ai finanziamenti stanziati dal bilancio centrale, secondo quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo, Alexandru Stoica. Il governo potrebbe coprire, per un periodo compreso tra tre e cinque anni, le imposte locali pagate dai cittadini di questi comuni.
Il piano prevede la fusione, entro il 2028, di 429 comuni con meno di 1.500 abitanti. Nella prima fase, la procedura sarà volontaria e richiederà lo svolgimento di referendum locali. A partire da marzo dell’anno prossimo, la fusione dovrebbe diventare obbligatoria, ma i criteri concreti non sono ancora stati annunciati.
Il ministro sostiene che la maggior parte dei dipendenti dei municipi soppressi potrebbe essere assorbita dall’amministrazione risultante, in base al fabbisogno di personale. La riduzione degli organici avverrebbe principalmente attraverso i pensionamenti e le uscite volontarie, non mediante licenziamenti diretti. Alexandru Stoica afferma che anche alcuni sindaci potrebbero lasciare naturalmente l’incarico, considerando che molti dei primi cittadini dei piccoli comuni sono prossimi all’età pensionabile.
Il presidente del PSD, Sorin Grindeanu, ha annunciato che chiederà al primo ministro Luca Niculescu di assumersi la responsabilità in Parlamento per la riforma amministrativa.
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