Le misure attive rappresentano un concetto della dottrina della guerra ibrida e dello spionaggio (ereditato dal periodo sovietico e utilizzato intensamente dai servizi segreti russi) che combina disinformazione, propaganda, influenza politica e, nelle sue forme più aggressive, atti di sabotaggio fisico e diversione.
Tutte sono gravi aggressioni che sono state o vengono utilizzate contro la Romania. A queste si aggiungono le incursioni nel territorio del Paese e nelle nostre acque territoriali dei droni da guerra russi, che hanno colpito un edificio residenziale o distrutto navi commerciali. È un arsenale di guerra che viola gravemente la sovranità della Romania e, implicitamente, dell’Unione Europea e della NATO.
Il comunicato stampa di ieri dell’SRI riguardo all’atto di sabotaggio coordinato dalla Russia, che ha portato all’incendio di una fabbrica di armamenti nella contea di Brașov (Carfil), rappresenta tuttavia una prima volta.
Il principale servizio d’informazione del Paese, il servizio militare d’informazione, l’Esercito, gli Interni e i procuratori che indagano sulla criminalità organizzata e sul terrorismo (SRI, DGIA, MApN, MAI e DIICIT) lo affermano all’unisono, ufficialmente, con informazioni e un’indagine giudiziaria, affinché sia chiaro a chiunque possa ancora avere confusioni e dubbi, al limite del tradimento: la Russia conduce gravi aggressioni sul territorio della Romania! Sono autentici atti di guerra, contro i quali abbiamo l’obbligo di difenderci insieme ai nostri alleati nella NATO e nell’Unione Europea, con i quali, del resto, abbiamo anche collaborato nella documentazione delle azioni di sabotaggio della Russia.
È un punto di svolta nel modo in cui la Romania si rapporta alle aggressioni russe. È evidente che finora abbiamo adottato, in generale, posizioni politiche e reazioni moderate. Al di là di una possibile intenzione di evitare l’escalation, l’effetto maggiore è stato il mantenimento di uno stato di ambiguità nello spazio pubblico. La conseguenza è stata che gli strumenti propagandistici del Cremlino (leader politici, vari influencer, mezzi di comunicazione) sono stati incoraggiati a mantenere uno stato di confusione nell’opinione pubblica, che ha seriamente compromesso il sostegno della popolazione alle misure di protezione e difesa del Paese.
Tutto ciò che possiamo sperare dopo questo momento di chiarimento delle acque è che le nostre élite politiche saranno più decise nel loro posizionamento nei confronti della Russia, che per la popolazione sarà più chiaro chi è l’aggressore in questa guerra, chi minaccia veramente la prosperità, la libertà e la vita, che realizzeremo, all’ultimo momento utile, quali sono i costi reali per la Romania e che sapremo mobilitare meglio sia noi sia i nostri alleati nella difesa del Paese, che è anche territorio della NATO e dell’Unione Europea.
E forse, in questa occasione, saremo più efficaci d’ora in poi nello smascherare e contrastare i nostri “sovranisti”, che sfilano al passo del kazaciok, per opportunismo, per stupidità o addirittura per tradimento della patria.
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