La Russia utilizza reti di intermediari e piattaforme di social media per reclutare cittadini vulnerabili in azioni di sabotaggio contro obiettivi in Romania, ha dichiarato il portavoce dell’SRI, Ovidiu Marincea, in un’intervista rilasciata ad Antena 3 CNN.
Secondo il funzionario, il reclutamento può iniziare con una richiesta apparentemente banale, come fotografare un obiettivo militare, in cambio di una somma di denaro considerevole. Gli obiettivi possono includere infrastrutture energetiche, obiettivi industriali e strutture militari. Le persone avvicinate hanno, di norma, problemi finanziari, penali o di integrazione sociale, vulnerabilità sfruttate dai coordinatori russi.
A partire dal 2024, l’SRI ha reso pubblici quattro casi di sabotaggio indagati in Romania. Marincea ha precisato che gli autori non sono spie addestrate, bensì persone reclutate e coordinate attraverso reti complesse. Le operazioni possono coinvolgere cittadini di paesi terzi, affinché l’origine russa venga nascosta e le azioni possano essere attribuite ad altri paesi.
Il funzionario dell’SRI ha parlato anche delle difficoltà incontrate dai servizi di intelligence nella prevenzione di questi attacchi e ha trasmesso un messaggio chiaro: l’SRI non ha paura della Russia, ma segue con preoccupazione le azioni di Mosca. Il mio messaggio finale sarebbe: «no, non abbiamo paura, tuttavia siamo preoccupati e guardiamo con responsabilità alle escalation che la Russia sta realizzando recentemente»
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