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Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha firmato venerdì una controversa riforma giudiziaria, considerata dalla Commissione Europea un passo indietro nel processo di adesione della Serbia all'Unione Europea. L'opposizione e le associazioni professionali dei giudici hanno avvertito che le modifiche legislative approvate dalla maggioranza parlamentare del partito SNS rafforzano il controllo politico sulla giustizia, danneggiando gravemente la democrazia. La Commissione Europea ha chiesto la revisione di queste decisioni, sottolineando che la riforma mina l'indipendenza della giustizia ed è stata adottata in modo non trasparente.
Tra le modifiche più criticate c'è l'assunzione della Procura per i Reati di Criminalità Organizzata sotto l'autorità di un procuratore vicino a Vucic, il che solleva interrogativi sull'autonomia di quest'ultimo. Inoltre, la riduzione del numero di magistrati del TOK rallenterà le indagini, comprese quelle relative alla corruzione. Vucic ha avuto a disposizione sette giorni per firmare o respingere le modifiche.
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