Il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, si è dimesso domenica, sette mesi prima della conclusione del suo secondo mandato, aprendo la strada alle elezioni presidenziali anticipate. Secondo la Costituzione, il voto deve essere organizzato entro tre mesi e, fino ad allora, la carica sarà esercitata ad interim da Ana Brnabić, presidente del Parlamento alla fine del suo mandato.
Le dimissioni arrivano nel pieno della campagna per le elezioni parlamentari anticipate in Serbia, previste per il 25 ottobre. Vučić non può più candidarsi alla presidenza, ma la sua uscita dalla carica gli consente di essere nominato primo ministro qualora il Partito Progressista Serbo (SNS) formi il prossimo governo.
Vučić aveva annunciato alla fine di giugno, durante un comizio organizzato a Belgrado, l’intenzione di dimettersi, ma ha atteso circa tre mesi prima di compiere ufficialmente questo passo.
Prima delle dimissioni, il leader serbo ha dichiarato all’emittente pubblica RTS che le elezioni presidenziali saranno convocate più di un mese dopo il voto parlamentare. Gli elettori serbi si troverebbero così a votare due volte quest’anno: per il Parlamento e per eleggere un nuovo presidente. Vučić ha chiesto ai suoi sostenitori di concentrarsi sulle elezioni parlamentari, affermando che saranno queste a determinare la direzione futura della Serbia.
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