L'Unione Europea inizia negoziati con gli Stati Uniti per un accordo quadro di sicurezza alle frontiere, che prevede uno scambio reciproco di informazioni per la verifica dell'identità dei viaggiatori, con garanzie di protezione dei dati e senza accesso ai sistemi IT su larga scala dell'UE.
Il Consiglio UE ha conferito alla Commissione, il 16 dicembre, un mandato di negoziazione per un accordo quadro con gli Stati Uniti riguardante un "partenariato rafforzato per la sicurezza delle frontiere", che dovrebbe consentire uno scambio reciproco di informazioni tra gli Stati membri e gli USA per la verifica dell'identità dei viaggiatori e la valutazione dei rischi per la sicurezza, secondo le spiegazioni fornite nel briefing della Commissione del 6 gennaio.
In breve
Il mandato di negoziazione è stato approvato dal Consiglio il 16 dicembre, la Commissione può iniziare i negoziati con gli USA.
L'obiettivo dichiarato è aumentare la sicurezza attraverso uno scambio reciproco di informazioni per lo "screening" e la verifica dell'identità dei viaggiatori.
Lo scambio di informazioni mira a stabilire se l'ingresso o la permanenza nell'UE o negli USA rappresenterebbe un rischio per la sicurezza pubblica o l'ordine pubblico.
La Commissione afferma che il mandato include garanzie "chiare e robuste" riguardo alla protezione dei dati, lo scambio non è sistematico ed è limitato al minimo necessario.
Lo scambio avviene tra i sistemi nazionali degli Stati membri e degli USA, senza coinvolgere i sistemi IT su larga scala dell'UE.
Nel briefing stampa del 6 gennaio, la Commissione ha confermato che può iniziare i negoziati con gli Stati Uniti per un accordo quadro riguardante un "partenariato rafforzato per la sicurezza delle frontiere", dopo che il Consiglio ha adottato il mandato prima della pausa invernale, il 16 dicembre.
Secondo le spiegazioni fornite, l'obiettivo del partenariato è "aumentare la sicurezza" attraverso uno scambio reciproco di informazioni utilizzato per lo "screening" e la verifica dell'identità dei viaggiatori. Lo scopo di questo scambio è determinare se un ingresso o una permanenza nell'Unione Europea o negli Stati Uniti potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica o l'ordine pubblico e contribuire ad aumentare la sicurezza dei controlli alle frontiere e del processo di rilascio dei visti.
La Commissione ha insistito su due elementi architettonici dell'accordo, che costituiscono anche il nucleo dell'angolo giornalistico: in primo luogo, il sistema è descritto come "reciproco", cioè le informazioni sono fornite solo alle condizioni in cui si ricevono informazioni in cambio; in secondo luogo, si tratta di un accordo quadro, il che significa che gli Stati membri dovrebbero poter stabilire successivamente i propri accordi con gli USA, nei limiti del quadro negoziato dall'UE.
Per quanto riguarda la protezione dei dati, la Commissione ha precisato che il mandato include garanzie "chiare e robuste", lo scambio di informazioni non avrà carattere sistematico e sarà limitato a ciò che è "strettamente necessario" per gli obiettivi della cooperazione. Un altro elemento citato è che lo scambio avverrà tra i sistemi nazionali degli Stati membri e degli USA, senza coinvolgere i sistemi IT su larga scala dell'Unione Europea.
Il tema è stato sollevato in un briefing nel contesto delle tensioni politiche menzionate da un giornalista, che ha chiesto se sia prudente condividere dati sensibili, inclusi i dati biometrici, in questo contesto. La risposta della Commissione è stata che il mandato proprio attraverso queste garanzie mira a limitare lo scambio e a condizionarlo, sia in termini di volume che di necessità.
Dalle spiegazioni della Commissione risulta che il futuro accordo è pensato come uno strumento di cooperazione operativa tra gli Stati membri e gli USA, con due meccanismi di controllo politici e giuridici esplicitamente menzionati: il carattere reciproco dello scambio e la limitazione al minimo necessario, completati dall'idea che l'accordo UE funzionerebbe come un quadro generale, all'interno del quale gli Stati membri possono negoziare disposizioni proprie. In questa fase, la Commissione ha confermato solo l'esistenza del mandato e i parametri generali della negoziazione, non un calendario o contenuti finali dell'accordo.