L’Unione europea ha rimosso Panama e Vietnam dalla lista dei paradisi fiscali, una decisione annunciata venerdì dai ministri delle Finanze dei 27 Stati membri, riuniti in Lussemburgo. La misura riflette i progressi compiuti dai due Paesi nell’allineamento agli standard internazionali di buona governance fiscale.
Panama era stata inserita nella lista nera dell’UE nel 2020, mentre il Vietnam vi era entrato nel febbraio 2026. Secondo il comunicato europeo, l’aggiornamento della lista indica un’evoluzione positiva per quanto riguarda il rispetto delle norme fiscali internazionali.
Lo strumento dell’UE è stato istituito nel dicembre 2017, dopo gli scandali Panama Papers e LuxLeaks, e ha l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale praticata da multinazionali e persone facoltose. I Paesi inclusi nella lista nera possono essere soggetti a sanzioni, tra cui il congelamento dei fondi europei.
Dopo questa decisione, la lista comprende otto Paesi e territori: Samoa Americane, Anguilla, Guam, Palau, Russia, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini Americane e Vanuatu. Questi non rispettano gli standard fiscali concordati o non hanno adempiuto agli impegni in materia di buona governance fiscale entro il termine stabilito. La lista viene aggiornata due volte all’anno.
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