Bruxelles, 17 dicembre 2025 – Il Parlamento Europeo ha adottato un rapporto di iniziativa legislativa che chiede alla Commissione Europea di presentare un quadro giuridico dedicato alla gestione algoritmica sul posto di lavoro, nel contesto dell'uso sempre più esteso dei sistemi automatici di monitoraggio e di presa di decisioni nelle relazioni di lavoro.
In breve
Il Parlamento Europeo chiede regole UE dedicate alla gestione algoritmica sul posto di lavoro.
Le decisioni riguardanti assunzioni, licenziamenti, salari o sanzioni non possono essere prese esclusivamente da algoritmi.
I lavoratori avrebbero diritto a spiegazioni e a contestare le decisioni automatizzate.
Gli eurodeputati chiedono il divieto di elaborazione di dati sensibili, inclusi lo stato emotivo e le attività al di fuori dell'orario di lavoro.
La Commissione Europea ha a disposizione tre mesi per rispondere alla richiesta del Parlamento.
Il rapporto, adottato con 451 voti favorevoli, 45 contrari e 153 astensioni, sottolinea che, sebbene l'uso degli algoritmi possa contribuire all'ottimizzazione dei processi lavorativi, ciò non deve portare alla perdita del controllo umano sulle decisioni che influenzano direttamente la vita professionale dei lavoratori. Gli eurodeputati chiedono che tutte le decisioni prese o supportate da sistemi algoritmici siano soggette a supervisione umana.
Il Parlamento richiede che le decisioni riguardanti l'inizio o la cessazione del rapporto di lavoro, il rinnovo dei contratti, la modifica della retribuzione o l'applicazione di sanzioni disciplinari siano prese esclusivamente da persone e possano essere riesaminate. Nel caso in cui un lavoratore ritenga che i propri diritti siano stati violati da una decisione algoritmica, dovrebbe avere il diritto di richiedere una valutazione e, se del caso, la modifica o addirittura l'interruzione del sistema utilizzato.
Un altro pilastro centrale della proposta è la trasparenza. I lavoratori dovrebbero essere informati su come i sistemi algoritmici influenzano le condizioni di lavoro, quali tipi di dati vengono raccolti o elaborati e come è garantito il controllo umano. Inoltre, i lavoratori dovrebbero essere consultati quando questi sistemi vengono utilizzati per l'assegnazione dei compiti, la valutazione delle prestazioni, la definizione dell'orario di lavoro o della retribuzione.
In materia di protezione dei dati, il Parlamento chiede un divieto esplicito riguardo all'elaborazione di informazioni estremamente sensibili. Gli eurodeputati chiedono il divieto di utilizzo di dati riguardanti lo stato emotivo, psicologico o neurologico dei lavoratori, delle conversazioni private, della localizzazione al di fuori dell'orario di lavoro, delle attività svolte nel tempo libero e dei dati relativi all'appartenenza sindacale o alla contrattazione collettiva.
L'iniziativa si inserisce in un contesto legislativo più ampio, in cui l'UE ha già adottato l'AI Act, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e la Direttiva sul lavoro sulle piattaforme. Secondo il Parlamento, questi strumenti non coprono però sufficientemente le specificità delle relazioni di lavoro, motivo per cui è necessario un quadro supplementare, adattato alle realtà digitali.
La Commissione Europea ha ora tre mesi per rispondere ufficialmente alla richiesta del Parlamento, sia annunciando l'intenzione di presentare una proposta legislativa, sia spiegando i motivi per cui non seguirà questa strada.
La gestione algoritmica si riferisce all'uso di sistemi automatici per monitorare, valutare e coordinare il lavoro, pratica diventata sempre più diffusa nelle piattaforme digitali, nella logistica, nel retail e nei servizi. Il Parlamento stima che fino a 200 milioni di lavoratori nell'UE potrebbero essere interessati da tali sistemi, il che trasforma l'argomento in uno con impatto sistemico sul mercato del lavoro europeo.
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