A partire dal 2 settembre 2026, Uber ha interrotto bruscamente le proprie operazioni in Nigeria e Uganda, lasciando numerosi conducenti senza una fonte essenziale di reddito e interrompendo persino corse già in corso. L’azienda non ha fornito una spiegazione dettagliata, limitandosi a invocare un «cambiamento delle priorità». La multinazionale forniva servizi di trasporto in Nigeria dal 2014 e a Kampala, la capitale dell’Uganda, dal 2016. La piattaforma era diventata popolare nelle grandi città, utilizzata quotidianamente da passeggeri e conducenti.
Gli utenti sono stati informati tramite una semplice e-mail inviata proprio il giorno del ritiro. Molti non hanno visto il messaggio prima che l’applicazione diventasse indisponibile, mentre alcune notifiche sono finite nella cartella spam, dove sembravano messaggi promozionali. La decisione ha suscitato perplessità e indignazione nei due Paesi. A Lagos, Uber aveva lanciato nel 2019 anche un servizio di trasporto via acqua, pensato per evitare gli ingorghi. L’azienda ha precisato che la decisione è stata presa dopo un’analisi dell’attività, senza però fornire ulteriori motivazioni né dettagli sull’impatto sui conducenti.
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