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Le perquisizioni si sono svolte giovedì presso la sede della Commissione Nazionale Elettorale (CNE) della Corea del Sud, nell'ambito di un'inchiesta su un presunto falsificazione della presenza al voto nelle elezioni locali del 3 giugno. Gli ufficiali dell'inchiesta hanno scoperto indizi che i responsabili della CNE e della Commissione elettorale della provincia di Gyeonggi hanno riportato cifre false.
L'inchiesta, che coinvolge poliziotti e procuratori, mira alla confisca di prove dalle persone coinvolte. Le elezioni sono state considerate un test per il presidente Lee Jae Myung, eletto nel 2025, a seguito di una crisi politica.
Il partito al potere ha subito una sconfitta significativa, e il suo leader, Jang Dong-hyeok, ha chiesto l'organizzazione di un nuovo scrutinio a causa delle irregolarità. Il presidente della CNE, Rho Tae-ak, si è dimesso dopo che sono emersi problemi con le schede elettorali, provocando proteste a Seul.
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