Bruxelles, 10 novembre 2025 — La Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo chiede alla Commissione europea di elaborare una proposta legislativa sulla gestione algoritmica sul posto di lavoro, affinché le decisioni riguardanti l'assunzione, la valutazione o il licenziamento non siano prese esclusivamente da sistemi automatici.
La risoluzione, adottata con 41 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni, richiede che tutte le decisioni generate o supportate da strumenti algoritmici, comprese quelle basate su intelligenza artificiale, siano soggette a supervisione umana. I deputati propongono che i lavoratori possano richiedere spiegazioni su come questi sistemi influenzano l'assunzione, la retribuzione o il tempo di lavoro e abbiano il diritto a una formazione per il loro utilizzo in sicurezza.
Tra le garanzie proposte vi è il divieto di raccolta di dati sensibili sulla condizione emotiva, psicologica o neurologica dei dipendenti, così come della localizzazione al di fuori dell'orario di lavoro o del monitoraggio delle comunicazioni private. Inoltre, gli algoritmi non potranno essere utilizzati per valutare l'impegno sindacale o l'attività di contrattazione collettiva.
Il relatore Andrzej Buła (PPE, Polonia) ha dichiarato che la proposta rappresenta "un compromesso equilibrato tra competitività e protezione dei diritti sociali", sottolineando che "nessun dipendente sarà licenziato da un algoritmo", e che i partner sociali saranno consultati per migliorare le competenze digitali dei lavoratori.
Il voto finale sull'iniziativa avrà luogo nella sessione plenaria di dicembre, dopo di che la Commissione europea avrà tre mesi per rispondere — sia con una proposta legislativa, sia con una giustificazione ufficiale in caso di rifiuto. Le nuove regole completerebbero la legislazione esistente riguardante il Regolamento sull'intelligenza artificiale (AI Act), il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e la Direttiva sul lavoro sulle piattaforme.