In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il premier italiano Giorgia Meloni ha chiesto che 'gli investimenti e le misure straordinarie necessarie per rispondere alla crisi energetica' siano esentati dal Patto di stabilità e crescita dell'Unione Europea, che impone agli Stati membri di mantenere i deficit di bilancio sotto il 3% del PIL. Meloni ha sottolineato che la crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz, insieme all'aggressione russa in Ucraina, hanno un impatto significativo sui prezzi dell'energia e sui costi per famiglie e aziende.
Ha argomentato che, similmente all'esclusione delle spese per la difesa dal calcolo del deficit, i costi energetici dovrebbero essere trattati allo stesso modo. Meloni ha avvertito che l'Italia avrebbe difficoltà a giustificare la partecipazione al programma SAFE dell'UE senza una flessibilità simile per le spese energetiche. Inoltre, ha proposto l'estensione temporanea della 'clausola nazionale di salvaguardia' per includere le misure di emergenza nel settore energetico.
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